TIBET: ISIAO, TUCCI TRADOTTO IN CINESE PER RECUPERARE IL PASSATO

(AGI) - Roma, 3 mar. - La Cina guarda al Tibet con gli occhi diun italiano. E stavolta si rivolge al paese delle Nevi non inquanto provincia autonoma del Xizang, bensi' come scenario diuna straordinaria espressione della religiosita' umana. Templi,iscrizioni, monumenti, oggetti e testi che furono esplorati estudiati, fotografati e descritti dall'orientalista GiuseppeTucci, il piu' grande tibetologo del mondo nel secolo scorso. Irisultati delle sue missioni furono pubblicati in un'opera diquattro volumi divisi in sette libri, 'Indo-tibetica', tra il1932 e il 1941 per i tipi della Reale Accademia d'Italia. Oggi l'opera, pietra miliare della tibetologia, si ritrovatradotta in lingua cinese per iniziativa della School ofArchaelogy and Museology dell'Universita' di Pechino, laprincipale del paese, e dell'IsIao, l'Istituto italiano perl'Africa e l'Oriente che raccoglie l'eredita' dell'Ismeo (dicui Tucci fu fondatore e quindi presidente). La Cina intendecomprendere meglio il Tibet, perche' la repressione non puo'bastare e la politica non e' tutto: la traduzione di'Indo-tibetica' e' stata pertanto qualificata iniziativa dirilevanza nazionale e inclusa dal governo nell'XI PianoQuinquennale. Oggi, soltanto dai volumi di Tucci si possono conosceremolti dei beni archeologici del Tibet, essendo completamentescomparsi o devastati negli anni che seguirono all'invasionedel 1949. Un italiano tenne le chiavi per accedere al passato.(AGI)Fra