THAILANDIA, 13 MORTI IN ATTACCO PIRATI

Pechino, 11 ott.- La Cina ha sospeso tutte le attività di navigazione sul fiume Mekong, nel sudest asiatico, dopo l'assalto a una nave cinese che ha provocato la morte di undici membri dell'equipaggio.
"Chiediamo alle autorità thailandesi di trovare al più presto i responsabili" ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino Liu Weimin, mentre la stampa cinese ha reso noto che il console generale a Chiang Mai - nella Thailandia settentrionale - si è recato sul posto dell'agguato per indagare.
L'attacco è avvenuto il 5 ottobre scorso in prossimità del confine tra Thailandia e Birmania, ma le dinamiche sono ancora poco chiare: secondo la stampa cinese le due imbarcazioni, Hua Ping e Yu Xing 8 sono state assalite da "bande di trafficanti" armate di fucili e coltelli, dietro le quali si nasconderebbe il signore della droga Nor Kham, un thailandese di etnia Shan. "Quasi tutte le imbarcazioni cinesi che attraversano il Triangolo d'Oro hanno subito almeno un attacco da parte dei trafficanti- ha detto il proprietario di una delle barche- che rubano i carichi e tutte le proprietà dei membri dell'equipaggio".
Ma secondo i media di Bangkok, che hanno recuperato le due imbarcazioni dopo lo scontro a fuoco, su una di esse sono state rinvenute circa 900mila pillole di amfetamine, per il valore di circa 3 milioni di dollari.
I corpi delle vittime sono stati ritrovati lungo il fiume: alcune di esse avevano le mani legate dietro la schiena e altre erano state accecate con nastro isolante prima di morire sotto i colpi dei fucili, in quella che appare a tutti gli effetti come la dinamica di un'esecuzione.

 

di Antonio Talia

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