TERRE RARE: NUOVA RIDUZIONE DELL'EXPORT

TERRE RARE: NUOVA  RIDUZIONE DELL'EXPORT

Pechino, 29 dic.- Nuovo taglio di Pechino all'export di terre rare: con un comunicato pubblicato sul suo sito il ministero del Commercio cinese ha annunciato una diminuzione del 35% delle esportazioni dei preziosi minerali per i primi sei mesi del 2011. "Le parti interessate non dovrebbero trarre conclusioni sulle quote totali per il prossimo anno basandosi esclusivamente su quelle fissate per il primo semestre - si legge nella nota ufficiale - in quanto le quote finali si baseranno sulla produzione interna e sulla domanda, sia nazionale che dall'estero". Le parole del ministero, tuttavia, non sembrano sufficienti a rassicurare l'industria dell'hi-tech: il portavoce del rappresentante USA al Commercio ha espresso "profonda preoccupazione" per le ulteriori restrizioni di Pechino, manifestando le proprie perplessità alle autorità cinesi.

 

Le terre rare sono un gruppo di 17 minerali – tra cui cerio, terbio e lantanio-  indispensabili nella produzione di numerosi prodotti ad alto contenuto tecnologico, dagli iPod ai Blackberry, dalle turbine eoliche alla componentistica per auto ibride. La Cina detiene circa il 65% delle riserve mondiali di queste risorse ma, visti gli elevati costi ambientali connessi all'estrazione - che altri paesi non sono disposti ad assumersi - il Dragone detiene più del 90% del mercato globale di terre rare. Nel 2010 Pechino ha già ridotto del 40% le quote destinate all'export, sostenendo di voler diminuire l'impatto sull'ambiente e allo stesso tempo incrementare le riserve destinate all'industria nazionale dell'hi tech; adesso, la nuova mossa della Cina rischia di sfociare in un contenzioso all'Organizzazione Mondiale per il Commercio.  

 

E mentre le compagnie minerarie cinesi trattengono per il mercato nazionale quote sempre maggiori, nel resto del mondo si cerca di diversificare le fonti di approvvigionamento: qualche settimana fa gli americani di Molycorp – i cui titoli hanno quadruplicato il valore nel giro di qualche mese - hanno annunciato che riprenderanno l'estrazione da un vasto giacimento situato a Mountain Pass, in California, fermo da più di dieci anni. Gli australiani di Lynas Corp - che detengono le più vaste riserve di terre rare al di fuori del territorio cinese - hanno siglato numerosi accordi di fornitura con il Giappone, anche se i minerali estratti dai nuovi filoni non saranno disponibili sui mercati prima di un anno.

 

Attualmente, la domanda mondiale di terre rare ammonta a 110mila tonnellate all'anno, con la Cina che trattiene per sé il 75% della produzione e il resto che viene suddiviso in ordine decrescente tra Giappone, Stati Uniti ed Europa, ma la richiesta globale potrebbe più che raddoppiare nel giro di pochi anni, raggiungendo quota 250 mila tonnellate entro il 2015. "I paesi arabi hanno il petrolio, ma la Cina ha le terre rare"; che la frase attribuita a Deng Xiaoping sia stata effettivamente pronunciata o meno, importa poco: nessuno, ormai, sembra in grado di smentirla.

 

di Antonio Talia

 

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