TERRE RARE:NEGATO TAGLIO  DELL'EXPORT

TERRE RARE:NEGATO  TAGLIO  DELL'EXPORT

Pechino, 20 ott. – Pechino nega le ipotesi circolate martedì sulla possibilità di tagli del 30 % per il 2011 alle quote di esportazione delle terre rare. La notizia era stata diffusa contemporaneamente dal China Daily – che citava come fonte un anonimo funzionario del Ministero del Commercio – e dal New York Times, che rincarava la dose pubblicando le dichiarazioni di tre funzionari cinesi (anche in questo caso anonimi), secondo i quali la Cina avrebbe segretamente bloccato le spedizioni dei metalli verso Stati Uniti e Europa.  La smentita della Cina arriva attraverso il portavoce del Ministero del Commercio Shen Danyang: "Queste notizie sono false- ha detto  Shen- e continueremo a rifornire dei metalli in nostro possesso tutti i Paesi che li richiederanno".

Ma USA e  Ue sono apparse poco rassicurate dalle affermazioni cinesi: gli USA, in particolare, avevano già reso noto attraverso il portavoce della United States Trade Representative  Nefeterius Akeli, di aver avviato un'indagine per stabilire la verità sul blocco e, eventualmente, la sua conformità alle regole WTO.

Nonostante le rassicurazioni governative, la questione dell'esportazione delle terre rare – 17 metalli indispensabili per alcuni tipi di produzioni all'avanguardia, dagli iPhone alle auto ibride, dalle turbine eoliche ai missili , di cui la Cina detiene il 95% della produzione mondiale– resta tuttavia oscura. Fonti ufficiali hanno infatti ventilato l'ipotesi che provvedimenti di qualche tipo per disciplinare l'esportazione di queste risorse rare dovranno prima o poi essere attuati: "All'attuale ritmo di estrazione le riserve cinesi di terre rare del tipo medio e pesante - quelle più pregiate - durerebbero solo altri quindici o venti anni", ha osservato Chao Ning, alto funzionario del ministero del Commercio Estero. Chao ha ricordato che i giacimenti di questi metalli sono crollati alla fine del 2009 a 27 milioni di tonnellate, rispetto ai 43 milioni del 1996, e che di questo passo nell'arco di due decenni la Cina si troverà nella condizione di dover importare le risorse; ha inoltre aggiunto che, alla luce degli altissimi costi economici, strategici e soprattutto ambientali che l'estrazione delle terre rare comporta alla Cina, il paese non potrà continuare ancora a lungo a sostenere il peso del rifornimento mondiale.

Quella sulle terre rare non è l'unica indagine in corso sulla violazione delle regole del WTO da parte dei cinesi. E' di soli due giorni fa infatti la notizia che gli Stati Uniti hanno avviato un'inchiesta sull'elargizione da parte di Pechino di aiuti di Stato alle aziende esportatrici del settore dell'energia verde. Il  capo dell'Istituto Nazionale dell'Energia Zhang Guobao ha accusato l'amministrazione USA di essere in cerca di "consensi in vista delle elezioni di metà mandato".  

 

di Melania Quattrociocchi

 

 

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