TERRE RARE: DISPUTA TRA CINA E GIAPPONE

TERRE RARE: DISPUTA  TRA CINA E GIAPPONE

Roma, 28 ott.- Non accennano a diminuire le tensioni tra Pechino e Tokyo. E da Hanoi in cui è in corso il vertice dell'ASEAN, giunge un comunicato secondo cui la Cina avrebbe cancellato l'incontro tra i ministri del Commercio giapponese, cinese e sudcoreano previsto per venerdì che avrebbe dovuto anticipare il meeting dell'ASEAN+6 (Australia, Cina, India, Giappone, Sud Corea e Nuova Zelanda) in agenda sabato. Una decisione che secondo l'agenzia di stampa giapponese Kyodo News sarebbe legata alla disputa sulle restrizioni applicate dalla Cina alle esportazioni di terre rare.

 

Da tempo infatti il Giappone lamenta un calo nelle esportazioni cinesi di terre rare, un gruppo di 17 minerali usati per la produzione di articoli high-tech, schermi per computer, macchine ibride e iPod, prodotti di traino dell'industria giapponese. Secondo fonti giapponesi, il Dragone, che detiene il 95%-97% dei metalli di questo tipo impiegati dall'industria mondiale, utilizzerebbe l'embargo di questi minerali come "strumento di ricatto". In particolare Pechino si sarebbe servito di questo mezzo per ottenere il rilascio del capitano del peschereccio arrestato e trattenuto per oltre 15 giorni dalle autorità giapponesi in seguito alla collisione con due motovedette nipponiche avvenuta a largo delle isole Diaoyu, da tempo oggetto di contesa tra i due Paesi. La vicenda ha dato inizio al braccio di ferro ancora in corso tra la Cina e il Giappone, che ha visto le due potenze asiatiche scontrarsi su terreni diplomatici – il congelamento dei rapporti bilaterali a livello ministeriale e la cancellazione degli incontri già fissati in agenda - e meno diplomatici, quali appunto il blocco delle esportazione di minerali rari. Ma Pechino nega categoricamente di aver mai utilizzato a proprio favore l'embargo di terre rare.

 

"La Cina non userà mai le terre rare come 'strumento di contrattazione' – ha dichiarato il portavoce del ministero dell'Industria e Tecnologia Zhu Hongren –. Il governo si augura di avviare con gli altri Paesi una cooperazione sullo sfruttamento di terre rare sulla base del reciproco interesse, ma allo stesso tempo vuole preservare le risorse non rinnovabili". La discontinuità registrata da Tokyo nell'importazione di terre rare – le cui scorte secondo le proiezioni del Sol Levante dovrebbero esaurirsi entro marzo – sarebbero dunque dovuta alla volontà da parte di Pechino di tutelare l'uso di tali minerali. "La produzione e l'esportazione delle terre rare cinesi – dichiara ancora Zhu – non deve tener conto solo dello sviluppo economico, ma anche di altri fattori quali la protezione ambientale e delle risorse. Una posizione che – sottolinea Zhu – è in linea con le direttive della World Trade Organization. Intanto il Giappone, per evitare una paralisi del settore industriale, cerca altrove i preziosi minerali e firma un accordo con il Vietnam per uno sviluppo congiunto delle riserve  di terre rare.

 

di Sonia Montrella

 

 

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