Termomeccanica cresce all'estero

Privatizzazione, ristrutturazione, rilancio e crescita sia in Italia, che all'estero. Nel suo recente passato il Gruppo Termomeccanica, nato a La Spezia all'inizio del secolo scorso e con una lunga storia industriale nel suo Dna, è passato con successo attraverso tutte queste fasi. Dal dissesto di inizio anni 90, quando faceva parte del gruppo Efim,la più debole delle partecipazioni statali, è divenuto oggi leader nel suo settore di riferimento.
Chiuso il primo semestre del 2011 con un fatturato di 75 milioni e un margine operativo lordo circa 6 milioni, Termomeccanica presenta, al 31 dicembre 2010, ricavi per 187 milioni, un patrimonio netto di gruppo di oltre 96 milioni ed una posizione finanziaria netta verso le banche negativa per soli 18 milioni di euro, divenuta attiva a fine del semestre 2011. I suoi dipendenti sono oggi oltre 900, contro i 345 del 1995.
A dare il via al risanamento del Gruppo la cordata che nel 1995 rilevò l'azienda dall'Efim, messa in liquidazione tre anni prima. Cordata costituita da Enzo Papi ,attuale presidente e principale azionista insieme a Intesa SanPaolo, dal gruppo spagnolo Huarte e da una pluralità di investitori esterni e interni all'azienda tra i quali i suoi manager e dipendenti, rappresentati all'interno del consiglio di amministrazione e ancora oggi azionisti della società con una quota pari al 14%. Termomeccanica è infatti una delle rare aziende, almeno per il panorama italiano, ad avere adottato un vero e proprio modello di compartecipazione sulla scia di quanto ormai ampiamente collaudato in Germania: nel periodo compreso tra il 1995 e il 2004, i suoi dipendenti e manager, a fronte di un versamento di capitale sociale di circa 430mila euro, hanno incassato dividendi per oltre 5 milioni di euro cifra equivalente a dodici volte il loro investimento iniziale.
Nello stesso periodo il gruppo ha puntato sull'assunzione di giovani e laureati – oggi i suoi lavoratori al di sotto dei 35 anni di età sono il 25% del totale contro il 12% del 1995 mentre il personale laureato è triplicato rispetto a quello presente al momento della privatizzazione – e ha finalizzato numerose acquisizioni: Ipodec da General des Eaux nel 1995, Forni ed Impianti Ingg. De Bartolomeis nel 1997, Ansaldo Acque nel 1998, un ramo d'azienda di Ecologia SpA, Ansaldo Tecnitalia nel 2001.
Attualmente il gruppo di La Spezia opera nel business dell'ecologia principalmente attraverso le società Termomeccanica Ecologia (TM.E. SpA) e delle pompe industriali con Termomeccanica Pompe (TM.P. SpA). Entrambe sono le più importanti aziende, ad azionariato italiano, ad operare nei loro segmenti di riferimento: la prima nel mercato della progettazione e costruzione di impianti di trattamento e termovalorizzazione rifiuti nonché per il trattamento delle acque ad uso civile ed industriale; la seconda nel mercato delle pompe industriali a disegno per la produzione di energia, dissalazione e movimentazione acque e dell'oil&gas.
«I numeri del nostro bilancio ci consentono di guardare al futuro con ottimismo – sottolinea il presidente Enzo Papi –. Oggi il gruppo è solido dal punto di vista economico e finanziario ed è quindi in una posizione favorevole per affrontare la sua prossima fase di sviluppo. Ci concentremo sul consolidamento del core business e sulla prosecuzione del processo di internazionalizzazione ormai già iniziato da tempo».
Termomeccanica Ecologia, infatti, da un'originaria vocazione per il mercato domestico, negli ultimi anni ha orientato il proprio sviluppo commerciale sia in Europa, in Paesi quali Romania e Francia, sia in Asia e Africa, arrivando ad avere complessivamente un portafoglio ordini composto per il 58% da commesse provenienti dall'estero.
Termomeccanica Pompe realizza oltre l'80% del suo giro d'affari al di fuori dell'Italia, in Europa, Africa, Asia e Stati Uniti con un particolare presidio di Paesi quali Romania, Cina e Arabia Saudita dove ha optato per la costituzione di società locali dedicate esclusivamente allo sviluppo di questi mercati. In particolare in Arabia Saudita, Paese caratterizzato dalla disponibilità di risorse finanziarie e da una situazione politica stabile e che prevede di raddoppiare nei prossimi 10 anni la produzione di energia e acqua, Termomeccanica Pompe ha costruito un proprio stabilimento di circa 4200 mq ad Al Jubail dove lavorano circa 40 persone tra operai, impiegati e management.
«In futuro – continua Papi – non escludiamo di crescere anche per linee esterne e attraverso la diversificazione verso nuovi mercati verticali sinergici con il core business da un punto di vista industriale e tecnologico».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

19/09/2011