TASSA SUI PATRIMONI IMMOBILIARI IN ARRIVO NEL 2011

TASSA SUI PATRIMONI IMMOBILIARI IN ARRIVO NEL 2011
Pechino, 21 set.- La data sarebbe già stata fissata: secondo il China Securities News di oggi - che come spesso avviene cita fonti anonime vicine all'amministrazione - Pechino è pronta a varare una tassa sui patrimoni immobiliari all'inizio del 2011 e potrebbe annunciare la nuova imposta già durante le prossime festività nazionali, che cominceranno il primo di ottobre. "Ci sono numerose proposte e non è ancora chiaro quale tra le tante prevarrà - sostiene la fonte anonima del quotidiano cinese - ma ci sono molte possibilità che il provvedimento entri in vigore dal primo gennaio del prossimo anno. La Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme ha già rigettato una prima bozza proveniente dall'amministrazione di Shanghai, che non ha ancora presentato un'alternativa, mentre altre città di primaria importanza come Shenzhen e Chongqing stanno preparando le loro proposte". Le voci secondo le quali la Cina sarebbe sul punto di modificare il sistema vigente - basato sulle imposte applicate alle transazioni immobiliari - con una vera e propria tassa patrimoniale si susseguono da mesi: già nel giugno scorso il China Securities News aveva annunciato i primi passi verso la riforma, sostenendo che il progetto pilota sarebbe stato presto sperimentato nella città di Wuhan (capitale della provincia centrale dello Hubei) e nella provincia dello Hunan, situata nel centro-sud del paese.

La nuova imposta si inquadra nell'ondata di provvedimenti messi in campo dal governo a partire dallo scorso aprile contro la speculazione edilizia, che secondo molti osservatori rischia di esplodere in un'enorme bolla speculativa: dalla fine dell'anno scorso i prezzi degli immobili nelle 70 principali città cinesi sono cresciuti a ritmi allarmanti - con il record di aprile, +12.8% anno su anno - e solo ad agosto le misure contenitive hanno raggiunto i primi, timidi risultati con un aumento sostanzialmente invariato (+9.3%) rispetto al mese precedente. Nel corso di questi mesi Pechino ha ridotto sensibilmente le agevolazioni sui mutui ed ha aumentato per ben tre volte il coefficiente di riserva obbligatoria delle banche; recentemente, inoltre, gl'istituti di credito sono stati sottoposti a diversi stress test per valutare l'impatto che avrebbero sulle loro attività eventuali crolli dei prezzi degli immobili fino al 60% del valore attuale. "Il problema del mercato immobiliare in Cina è ancora più grande e più profondo di quello che ha caratterizzato gli Stati Uniti e la Gran Bretagna prima della crisi finanziaria - aveva dichiarato nel giugno scorso un'autorità come Li Doukui, professore all'Università Tsinghua e membro della commissione per le politiche monetarie della Banca centrale-  e si tratta di più di un semplice problema di bolle speculative". L'Ufficio Nazionale di Statistica ha recentemente annunciato che nel prossimo censimento verranno condotte anche indagini sulle unità abitative rimaste completamente vuote che, secondo diverse proiezioni, in alcune zone della Cina potrebbero arrivare al 40% del totale.

 

 

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