Suntech vincente a Shanghai e Wall Street

di Sara Cristaldi Due emissari doc dell'amministrazione Obama arrivano oggi per la prima volta a Pechino: Steven Chu, segretario all'Energia nelle cui mani è la rivoluzione verde Usa, e Gary Locke, segretario al Commercio. In altre parole i responsabili di due fronti roventi nelle relazioni Usa-Cina, tutela dell'ambiente e scambi, su cui avviare un dialogo diverso rispetto al passato. A maggior ragione dopo il G-8 dell'Aquila allargato agli emergenti, anch'esso alba di un lungo percorso di trattative in cui i pesi dei negoziatori sono in verità ben diversi rispetto al passato. Nei fatti oltre che nelle parole.
È di ieri, ad esempio, la notizia che la cinese Suntech Power Holdings Co., il più grande produttore mondiale di moduli per energia solare ha visto rimbalzare le sue azioni a New York (+23% da inizio d'anno) dopo aver conquistato progetti fotovoltaici in Cina per 1.800 megawatt. Un colpo niente male per Shi Zhenghrong, mitico (all'estero più che in Italia) Ceo e fondatore di Suntech.
Ma Chu e Locke arrivano oltre la Grande Muraglia alla vigilia anche di un appuntamento attesissimo in tutto il mondo: la pubblicazione, giovedì, dei dati di crescita del gigante asiatico, da qualche tempo di nuovo in corsa. Al riguardo circolano già previsioni: per gli analisti di Bloomberg +7,8% nel secondo trimestre contro il +6,1% del primo, la crescita più bassa da un decennio a questa parte. E c'è chi, come Jing Ulrich di JP Morgan, pensa che alla fine quest'anno il Pil possa accelerare al +8%. Il motore continuerebbe a tirare, nonostante il calo dell'export, grazie al pacchetto di stimolo (585 miliardi di dollari) varato da Pechino con tempestività nell'autunno 2008. E ciò anche nelle aree più a rischio e più arretrate. Nel Sichuan, colpito dal disastroso terremoto dello scorso anno, nel primo trimestre l'economia è cresciuta di circa l'11%. Mentre, a livello nazionale, le vendite al dettaglio a maggio sono cresciute del 15% (+15,3% le previsioni per giugno), con un cambiamento significativo per la Repubblica popolare: i consumi nelle aree rurali hanno superato quelli delle città grazie agli incentivi previsti a ottobre.
Ulteriore sensore attivato sempre ieri: la notizia che Csec (China State Construction Engineering Corporation), il più grande gruppo cinese di costruzioni nei settori abitativo e infrastrutturale (attivo dentro e fuori la Cina) ha ottenuto in anticipo l'autorizzazione a quotarsi alla Borsa di Shanghai: una Ipo fin d'ora considerata epocale con 12 miliardi di titoli per un controvalore di 42 miliardi di yuan (pari a 6,26 miliardi di dollari).
Ma la prudenza non è mai troppa di questi tempi. Anche per i signori dell'Impero di mezzo. Non convinto della solidità della ripresa, il governo di Pechino starebbe studiando una «profonda correzione» della politica economica, come ha scritto ieri l'Hong Kong South China Morning Post. In vista «nuove iniziative per stimolare la domanda interna e il consumo delle famiglie». La decisione è attesa dopo la pubblicazione dei dati di giovedì. Certo è che a Pechino, a differenza di altre capitali, si preferisce giocare d'anticipo.
sara.cristaldi@ilsole24ore.com
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14/07/2009