Sull'impero di Pechino non tramonta il sole

di Sara Cristaldi Dieci miliardi di dollari di nuovi crediti a basso costo. Questo l'impegno preso a Sharm el-Sheikh nel fine settimana dal premier cinese Wen Jiabao in occasione del vertice China-Africa. Un impegno raddoppiato rispetto al precedente assunto nel 2006.
A Singapore, a partire dal prossimo sabato e sempre sotto l'egida di Pechino, si svolgerà il summit dei leader dei 21 paesi riuniti nel gruppo Apec, l'associazione per la cooperazione Asia-Pacifico. Per la prima volta parteciperà anche Barak Obama, alla vigilia della sua storica visita di quattro giorni in Cina. Ma è con il ruolo della Cina nel Pacifico che dovrà già cominciare a fare i conti.
Dall'Egitto alla frenetica città-stato asiatica, in soli sette giorni due eventi che meglio non potrebbero sancire il vero vincitore emerso dalle rovine del Muro di Berlino, a smentita dell'improbabile profezia della "fine della Storia" o di un mondo unipolare durato l'éspace d'un matin, come direbbero (magari gongolando) i francesi. E questo vincitore è la Cina, con il suo modello di "capitalismo socialista" che forse più dei prestiti a basso costo o della cancellazione dei debiti per gli stati più poveri dell'Africa, dell'Asia o dell'America latina serve da catalizzatore economico e quindi politico. Forte dei suoi tassi di crescita macinati per lunghi anni, e di una ripresa fulminea dalla peggiore crisi economica mondiale.
A vent'anni dalla caduta del Muro e dalla fine della divisione del mondo in blocchi è anche la rivincita dei cosiddetti Nonallineati, che preferirono non schierarsi con l'America o l'Unione Sovietica, ma con cui Pechino ha saputo tessere una rete di rapporti economici che hanno aiutato paesi poverissimi solo due decenni fa a rialzare la testa. E la Cina è, in effetti, dietro la marcia verso lo sviluppo intrapresa dall'Angola dopo i lunghi anni di guerra civile, o dietro le fortune dell'export brasiliano e di altri paesi sudamericani che hanno beneficiato tra l'altro del sostegno finanziario cinese per la costruzione di infrastrutture vitali per il loro sviluppo.
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10/11/2009