Studenti cinesi a Montecitorio per studiare riforme

Di Alessandra Spalletta

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Roma, 22 lug. – Per la prima volta nei rapporti tra Italia e Cina, una delegazione di studenti dell'Università dello Zhejiang, uno dei maggiori atenei della Cina, ha fatto vista alla Camera dei Deputati per studiare la riforma costituzionale, il disegno di legge Boschi approvato dalla Camera il 12 aprile e che sarà sottoposto al referendum confermativo di novembre. Ad accogliere gli studenti, accompagnati dal del Center for Confucian Entrepreneurs and East Asian Civilizations della Zhejiang Univeristy Zhou Shengchun e dall'economista Michele Geraci, la deputata del Pd Gea Schirò e il capo degli archivi storici della Camera dei deputati Paolo Massa, il quale ha presentato i punti fondamentali della riforma del Senato e della legge elettorale. "Questi studenti saranno la futura classe dirigente" ha detto all'Agi  Schirò. "E' di fondamentale importanza investire sulla formazione degli studenti cinesi ospitandoli presso le nostre istituzioni", ha aggiunto la deputata, "e favorendo allo stesso modo lo studio dei nostri studenti negli altri paesi. Questi scambi sono essenziali per costruire un mondo più maturo". 

 

Gli studenti hanno visitato Palazzo Montecitorio, sfilando in silenzio davanti ai ritratti dei politici italiani che hanno segnato la storia delle istituzioni, soffermandosi davanti alla statua bronzea della Lupa nella storica sala dove la Cassazione proclamò  i risultati del referendum del 10 giugno 1946, segnando il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica.  La visita, promossa da AgiChina e organizzata dal Giancarlo Romanello dell'ufficio pubblicazione e relazioni con il Pubblico, ha coinvolto gli studenti "con maggiori potenzialità di leadership".  "Questi giovani saranno i leader della Cina del futuro", ha spiegato Michele Geraci. "E' quindi importante", ha proseguito, "che vengano in Europa, e in Italia, a comprendere come funzionano le istituzioni politiche e i governi dei paesi occidentali, per trarre delle lezioni da adottare o riutilizzare nel sistema cinese".

 

A suscitare maggiore interesse nella delegazione è stato il fatto che "l'Europa delega ai cittadini responsabilità decisionali che invece in Cina, dove i processi decisionali sono oscuri,sono in mano al partito", ha proseguito Geraci. "Li colpisce quindi la trasparenza del nostro sistema politico", ha aggiunto,  "dove il cittadino ha la possibilità di intervenire sia in maniera rappresentativa attraverso i parlamentari sia in maniera diretta attraverso lo strumento referendario". La Cina ha osservato con turbamento la decisione della Gran Bretagna di uscire dall'Europa:  "I cinesi non comprendono  come una scelta così importante di politica internazionale venga affidata ai cittadini in maniera diretta. Che si tratti di riforma costituzionale o di una decisione in merito a un trattato internazionale – due materie completamente distinte -, per i cinesi il concetto è lo stesso: si chiedono come mai l'Europa deleghi ai cittadini scelte delicate" ha sottolineato.

 

Dato il successo del "raro" incontro di oggi, la speranza di Geraci è che sia il primo di una lunga serie. "Anche  gli studenti italiani dovrebbero andare più spesso in visita a Pechino per capire come funziona il sistema politico cinese. Spero che riusciremo a organizzare in maniera regolare un nuovo flusso di scambi tra i due paesi" ha concluso Geraci.

 

22 LUGLIO 2016

 

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