STRETTA GOVERNI LOCALI CONTRO RINCARO MATTONE

STRETTA GOVERNI LOCALI  CONTRO RINCARO MATTONE

Roma, 5 apr.- Si intensifica la lotta del Dragone contro il rincaro dei prezzi del mattone. Oltre 40 governi locali, tra cui quello di Pechino, hanno annunciato nei giorni scorsi nuove misure per mantenere i prezzi delle nuove abitazioni al di sotto del tasso di crescita del reddito procapite. Una mossa che segue l'ordine impartito dalla Cina ai governi locali di fissare entro la fine di marzo dei parametri che permettano di tenere a freno il rincaro del settore immobiliare. La maggior parte dei governi locali ha collegato il tetto massimo di aumento dei prezzi delle abitazioni alla crescita economica della città e alla media dei reddito, così quest'anno nella città di Xi'an, ad esempio, il rincaro non potrà superare il 15%, a Lanzhou si aggirerà attorno al 9% e, mentre nella città di Shenyang il costo del mattone potrà aumentare fino al 12%. Si tratta dell'ultimo tentativo del governo di raffreddare il mercato del real estate che da tempo ormai non conosce cali ed è perciò pericolosamente surriscaldato: negli ultimi sei anni i prezzi delle abitazioni sono cresciuti a ritmo costante, dapprima nelle province costiere più sviluppate e, successivamente, anche nell'interno del Paese. In particolare, secondo le statistiche di Soufun Holdings Ltd, dal mese di dicembre del 2009 i prezzi degli immobili a Pechino e a Shanghai sono aumentati rispettivamente del 28% e del 26%.

 

E il rischio è quello di uno scoppio di una bolla speculativa che, insieme alle tensioni sociali generate dall'impossibilità per la classe media di acquistare una casa di proprietà, rappresenta la maggiore preoccupazione del governo centrale. Un pericolo che Pechino cerca da tempo di scongiurare attraverso l'introduzione di diverse misure quali un aumento dell'anticipo da versare per l'acquisto della seconda casa, passato così dal 50% al 60%, mentre per la prima abitazione bisogna anticipare almeno il 30% del valore totale (questo articolo); il divieto di comprare una terza casa per i residenti delle città che hanno registrato i maggiori rincari, mentre i non residenti potranno limitarsi all'acquisto di un solo appartamento, e il divieto per gl'istituti di credito di concedere prestiti per l'acquisto di terze case. Ma nonostante tutte le misure messe in campo dal governo, i prezzi degli immobili nelle principali città cinesi non sembrano subire contraccolpi: i dati diffusi dall'Ufficio Nazionale di Statistica mostrano che in 68 dei 70 più importanti centri urbani presi in esame i prezzi sono cresciuti ancora nei primi mesi del 2011. In particolare, su 70 città, solo 8 hanno registrato una flessione dei costi degli appartamenti di recente costruzione, in 6 città i prezzi sono rimasti invariati e nelle restanti 56 si è assistito a nuovi rincari. Sul fronte delle unità abitative già occupate e rivendute successivamente, invece, i prezzi sono cresciuti in 50 città, mentre solo 4 hanno riportato degli abbassamenti.  "Lotteremo contro la speculazione edilizia con tutti i mezzi a nostra disposizione" aveva detto il premier Wen Jiabao nel corso del suo discorso all'Assemblea Nazionale del Popolo all'inizio di marzo (questo dossier). Il premier aveva poi aggiunto che "il governo punirà severamente qualsiasi irregolarità nel mercato del real estate".

 

Di Sonia Montrella

 

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