STORIA DEL BAGAGLIO SMARRITO

STORIA DEL BAGAGLIO SMARRITO

Ningbo, 26 mar. – Dal Diario del 27 febbraio.

Domenica scorsa partivo da Roma per la Cina; via Amsterdam, con KLM. Nello stesso momento la mia valigia decideva di prolungare la vacanza ai Caraibi e veniva imbarcata per il Messico. A Pechino, infatti, non c'è traccia del bagaglio. Ancora estasiato dalla vista della pilotessa olandese del mio Boeing 747, mi lasciavo accompagnare pacificamente all'ufficio bagagli smarriti. "Non si pleoccupi signol Boandi, stia tlanquillo". E chi si preoccupa; certo, la valigia era piena di salami, formaggio, simmenthal, tonno, rosmarino, lenticchie, zafferano, liquirizia, miele, vino, olio, chinotto. Pazienza. Per lo meno, la faccio franca facilmente al controllo della dogana.
Nei cinque giorni successivi ricevo puntualmente una telefonata dall'aeroporto internazionale di Pechino, il Beijing Capital Airport. Ogni giorno, verso sera. "Signol Boandi, la valigia è in Messico, non si pleoccupi." Come in Messico? "Si, Cancun, tlanquillo". - "Signol Boandi, la valigia è in Pelù" - Signol Boandi, oggi non abbiamo notizie". "Signol Boandi, la valigia è in Califolnia" - "Signol Boandi, oggi non abbiamo notizie" - "Signol Boandi, la valigia è allivata!". Domani vedremo che ne è stato del mio Verdicchio di Jesi Stefano Antonucci Riserva.
L'aeroporto di Pechino è bellissimo. Fuori, ingrigito dal polverone asfissiante che si'intravede in volo a partire da un'ora prima dell'atte raggio. Dentro, lucidato da un esercito di uomini delle pulizie. Uno di loro si è fatto lo shampoo nel lavandino di un bagno davanti a me. Chissà dove abita e quanto guadagna.
Il capodanno è finito, ma i cinesi continuano a sparare fuochi di giorno e di notte. Uno studente, orgoglioso, mi ha detto: "abbiamo inventato la polvere da sparo ma l'abbiamo usata per i fuochi di artificio e non i per i cannoni". La vera fine definitiva del capodanno sarà a breve con il Lantern Festival. L'anno della Tigre ha portato i primi frutti.
Si sa, anno nuovo vita nuova. Tra le novità i cinesi si interrogano sulla possibilità di bandire l'uccisione di cani e gatti per uso alimentare. Il National People's Congress forse se ne occuperà (ndr il NPL si è concluso il 14 marzo scorso). Non ce ne vorranno i ristoranti canini della capitale e la diffusa credenza che la carne di cane ti tiene caldo d'inverno. Nonostante tutto, i cani si vedono in strada. I gatti meno, ma si sa, l'animale è più guardingo e meno socievole, vatti a fidare d'altronde.
Gli studenti sono tornati nel Campus, il lavoro è ripreso con la prima lezione e il primo consiglio di facoltà, tre nuovi colleghi appena arrivati e trenta nuove assunzioni previste per la primavera. La Cina continua a muoversi, nonostante tutto, e anzi ha iniziato a frenare artificialmente la crescita per non surriscaldare l'economia come fece nell'estate del 2008.
Il denaro, appunto. Oggi scorre a fiumi in una cultura imprenditoriale, ma un tempo era innominabile e considerato sporco e ignobile. Soprannominato "il fratello con il buco quadrato" (come le monete), non era mai nominato direttamente soprattutto dai ricchi e dagli intellettuali. Da chi ne aveva già in abbondanza e non doveva preoccuparsene.
Ah vabbè, come dalle nostre parti.

 

 

Di Andrea Bernardi

 

 

Andrea Bernardi, lecturer in Organisational Behaviour presso The University of Nottingham, China Campus, Ningbo.

 

 

La rubrica "Lettere dalla Cina" ospita gli interventi di giovani italiani che vivono e lavorano in Cina, offrendo spunti di vita quotidiana e riflessioni originali. Andrea Bernardi, Corrado Gotti Tedeschi, Elisa Ferrero e Gianluca Morgese.