Statistiche cinesi senza più trucchi

Luca Vinciguerra
SHANGHAI. Dal nostro corrispondente
Sempre più incerta sulla bontà dei propri dati macroeconomici, la Cina riforma il proprio sistema di raccolta statistico. Nei giorni scorsi, senza fare troppo clamore, Pechino ha annunciato che da quest'anno i criteri con cui l'ufficio nazionale di statistica raccoglie i dati del prodotto interno cambieranno.
Le modifiche saranno due. La prima: la raccolta delle cifre relative al Pil mensile sarà unificata a livello centrale. La ragione di questa rivoluzione contabile è tanto semplice quanto già ben nota agli addetti ai lavori: i governi locali barano puntualmente sui numeri.
Annunciando la riforma, Pechino ha ammesso che, nel primo semestre 2009, la somma dei singoli Pil provinciali era superiore di circa 1.400 miliardi di yuan (150 miliardi di euro), vale a dire il 10% in più, rispetto a quello calcolato con procedure indipendenti dall'ufficio nazionale di statistica.
A volte, le menzogne degli amministratori locali, che facendosi belli agli occhi del governo centrale con brillanti performance economiche contano di far più velocemente carriera, raggiungono livelli parossistici. Come nel 2004, quando la differenza tra il Pil aggregato delle province e quello elaborato dall'ufficio nazionale di statistica fu addirittura del 20 per cento. O come l'anno scorso quando, mentre l'economia cinese si trovava a contrastare la recessione globale, alcune province annunciarono crescite congiunturali nell'ordine del 18%, a fronte di un aumento anno su anno del Pil cinese dell'8,7 per cento.
La seconda modifica è di carattere metodologico. D'ora in avanti, i contabili cinesi comunicheranno la percentuale d'incremento del Pil trimestrale non più assumendo come termine di paragone lo stesso periodo dell'anno prima, ma il trimestre immediatamente precedente. In questo modo Pechino conta di poter fornire una fotografia più precisa dell'evoluzione congiunturale. Il che, vista la volatilità dei dati del Dragone, potrebbe risultare molto utile per individuare più chiaramente i trend di breve periodo dell'economia cinese.
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02/02/2010