SONO 450 MLN GLI INTERNAUTI CINESI

SONO 450 MLN GLI INTERNAUTI CINESI

Pechino, 30 dic.- Il web cinese, primo al mondo per numero di internauti, è ancora più forte: secondo le statistiche ufficiali diffuse oggi dalle autorità di Pechino, i navigatori cinesi hanno raggiunto quota 450 milioni, ossia più di un terzo della popolazione, pari a un miliardo e 300 milioni di persone. "Alla fine di novembre il numero di navigatori web in Cina ha registrato un aumento del 20.3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, incremento che equivale a 30 milioni di persone in più – ha dichiarato Wang Chen, funzionario del Consiglio di Stato -, il tasso di copertura internet in Cina è quindi oggi al 33.9%, superiore alla quota del 30% che costituisce la media mondiale".
Internet, in Cina, si dimostra sempre più un mercato estremamente lucrativo, che secondo le proiezioni della società di ricerca di Pechino Analysys International raggiungerà quota mille miliardi di yuan (circa 114 milioni di euro) entro la fine dell'anno. Alla diffusione dell'utilizzo del web nel Paese di Mezzo ha contribuito anche la possibilità, sancita lo scorso anno dall'ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), di registrare domini e indirizzi web direttamente in caratteri cinesi, rendendo internet accessibile anche a quelle larghe fasce della popolazione che non hanno dimestichezza con i caratteri latini.
Il web cinese suscita sempre più interessi e appetiti anche all'estero: all'inizio di dicembre l'offerta iniziale di acquisto lanciata presso la borsa di New York da Youku - la versione del Dragone di Youtube - ha conseguito i guadagni più alti raggiunti sulla piazza americana negli ultimi cinque anni; due settimane dopo, a Pechino sbarcava il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg,che ha incontrato i vertici di Baidu - il Google cinese -, probabilmente alla ricerca di una sponda per rendere accessibile il più importante social network del mondo anche ai 450 milioni di navigatori cinesi.  
Ma in Cina internet è anche un forum sul quale i cittadini tentano di esprimere le loro opinioni, e come tale viene attentamente filtrato dal governo: oltre al blocco di social network come Facebook,Twitter e YouTube, la censura filtra puntualmente tutti i contenuti sgraditi attraverso sofisticati software – soprannominati "La Grande Muraglia di Fuoco"- e tramite l'ausilio di squadre di navigatori che segnalano alle autorità notizie, commenti e blog su argomenti politicamente sensibili.
Il governo, inoltre, ha espresso oggi la volontà di bloccare i servizi di chiamate telefoniche attraverso internet – i cosiddetti VoIP, Voice over Internet Protocol Calls -, una mossa che rischia di stroncare il giro d'affari di moltissime piccole imprese.
Il 2010 si era aperto con lo scontro tra Google e il Dragone: a gennaio il colosso dei motori di ricerca aveva denunciato una serie di attacchi hacker provenienti dalla Cina, e a marzo aveva deciso di sospendere l'autocensura alla quale tutti gli operatori web debbono sottostare reindirizzando il traffico cinese verso Google.com.hk, la versione di Hong Kong che consente libero accesso a tutti i contenuti, anche quelli filtrati dal governo di Pechino. Adesso, l'anno si chiude con un nuovo record degli internauti cinesi: il rapporto tra Internet e la Cina è ormai diventato di importanza globale.

 

 

Di Antonio Talia

 

 

Nella foto Charles Zhang chief executive di Sohu.com, una delle maggiori società telematiche cinesi.

 

 

 

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