Singapore ponte per la Cina

Stefano Carrer
SINGAPORE. Dal nostro inviato
Utilizzare il canale dei cinesi della diaspora per favorire i contatti necessari a una maggiore penetrazione delle imprese italiane in Cina: è l'idea emersa nel corso degli incontri istituzionali della missione italiana di sistema in corso a Singapore. Agenzie e anche aziende di Singapore potrebbero partecipare in qualche forma alla grande missione imprenditoriale italiana che l'anno prossimo andrà a Shanghai nel quadro dell'Expo universale, sia per introdurre i nostri rappresentanti presso realtà cinesi già ben conosciute nella piccola nazione (etnicamente cinese per il 70%) sia per prefigurare triangolazioni che vedano la città-stato come un hub di attività non solo per il Sud-Est asiatico, ma anche verso il centro del continente.
Organizzata da Ice, Abi e Confindustria, la missione di questi giorni è la maggiore mai organizzata a Singapore (e poi in Malaysia), con la partecipazione di una settantina di imprese e sei banche. Si tratta inoltre della prima missione di filiera: le imprese partecipanti rappresentano infatti i settori industriali a più alto contenuto tecnologico, dal biomedicale alla meccatronica, dal biotech alle energie alternative. Due gli scopi della missione: da un lato promuovere un'espansione della nostra presenza, dall'altro di favorire nuovi investimenti dei fondi sovrani e delle imprese di Singapore in Italia. In proposito, il viceministro con delega al Commercio estero, Adolfo Urso, dopo un incontro con i rappresentanti dei fondi sovrani locali, ha dichiarato che «continuano a essere interessati in particolare al settore della logistica, ma sono aperti anche a considerare investimenti nei settori energia e turistico-alberghiero».
L'anno scorso si è già verificato un allargamento della presenza dei fondi di Singapore rispetto al settore portuale (Voltri, Venezia, Civitavecchia e La Spezia), con i consistenti investimenti in Sintonia del gruppo Benetton e nel centro di grande distribuzione Pam alle porte di Roma. Urso, che inaugura oggi il padiglione Ice alla fiera BroadcastAsia 2009, ha incontrato anche il senior minister Goh Chok Tong, che ha proposto tra l'altro collaborazioni in Cina nel settore delle tecnologie ambientali (Singapore è in prima fila nel progetto Ecocity a Tianjin). Sempre in tema di potenziali triangolazioni, il ministro del commercio S. Iswaran - ricordando la recente partecipazione al Salone del mobile - le ha suggerite ad esempio nel settore design-arredamento e ,più in generale, nel lifestyle, sottolineando che i consumatori asiatici stanno per diventare essi stessi trendsetter.
Da parte singaporeana si è manifestato interesse a entrare in contatto con i manager cinesi che conoscono l'Italia, come i 4mila circa che hanno frequentato negli ultimi anni i corsi della Venice International University: lo ha detto il presidente dell'Ice Umberto Vattani, secondo cui è stata proposta anche l'idea di creare un cluster italiano sul modello di quello realizzato dal land del Baden-Württemberg. Per ora l'Ice sta aiutando aziende singole con modalità di incubator, mettendo a disposizione le sue strutture come ufficio temporaneo (ultimamente ne ha beneficiato Ariston Cavi, prima di realizzare una filiale propria).
Il vicepresidente di Confindustria Paolo Zegna ha annunciato la creazione, presso l'associazione, di un apposito desk-paese focalizzato su Singapore anche come hub per l'Asean, al fine di dar seguito a questa missione con un canale permanente di supporto per le aziende interessate alle opportunità regionali.
Le banche locali hanno dichiarato la loro disponibilità a sostenere imprese italiane anche di piccole dimensioni. Comunque a Singapore - dove operano 120 imprese italiane - la presenza delle nostre banche appare «adeguata anche se può migliorare», ha affermato Domenico Santececca, direttore dell'Abi, secondo cui sono state messe a disposizione linee di credito per 2,3 miliardi di euro per finanziare esportazioni e investimenti nella città-stato, impiegate finora per il 55 per cento.
stefano.carrer@ilsole24ore.com
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ALL'APPELLO 120 IMPRESE



La presenza italiana
A Singapore, per cui rappresentiamo il 19esimo partner commerciale, si contano oggi 120 imprese italiane. A queste bisogna aggiungere le banche: UniCredit e Intesa SanPaolo hanno una filiale, mentre Ugf (Unipol gruppo finanziario) ha un ufficio di rappresentanza e Ubi controlla
una finanziaria locale. Bnl, Cariparma e Friuladria supportano invece le imprese attraverso
le loro capogruppo estere.

16/06/2009