SICCITA': DIGA TRE GOLE SOTTO ACCUSA

SICCITA': DIGA TRE GOLE SOTTO ACCUSA
Roma, 27 mag. – La Diga delle Tre Gole è nuovamente nel mirino. L'accusa questa volta viene da internet, dove molti netizen cinesi hanno tacciato il progetto faraonico – ultimato nel 2009 e costato 18 miliardi di dollari – di essere la causa della siccità senza precedenti che ha colpito la Cina centrale (questo articolo). Erano 50 anni che lungo il medio e basso corso del fiume Azzurro non si verificava una calamità tale da mettere in ginocchio le economie locali di Hubei, Hunan, Jiangxi e Anhui. E mentre i pescatori che traggono il loro sostentamento dal fiume si preparano a migrare in cerca di 'altri lidi', i dipartimenti governativi e gli esperti cinesi respingono le accuse, sostenendo che non esiste alcun nesso tra la siccità e il progetto delle Tre Gole, dove è stato costruito il complesso idroelettrico più grande del mondo. Nonostante le rassicurazioni, però, solo qualche giorno fa il Consiglio di Stato si è pronunciato su alcune misure di tutela ambientale da intraprendere nell'area incriminata allo scopo di "preservarne l'ambiente ecologico e promuovere la biodiversità". Proprio dal Gabinetto cinese è giunta quindi la prima autocritica ufficiale sul progetto, il quale – si legge nel comunicato rilasciato il 18 maggio scorso – è responsabile di aver "fortemente modificato" il microclima dell'area.
Nonostante quanto annunciato, comunque, il malcontento sembra crescere nella folta comunità delle rete cinese, per la quale la diga rimane il principale responsabile della siccità. Per rispondere alle accuse, People's Daily oggi ha ospitato sulle sue pagine le opinioni di diversi esperti del settore, tutti concordi nel ribadire che, al momento, "non esiste nessuna prova" del paradigma diga-siccità. Li Min, per esempio, responsabile del monitoraggio a lungo termine degli impatti sul clima del progetto, afferma che dai dati sperimentali e i mezzi attuali non è possibile ricavare alcuna prova a sostegno della tesi dei netizen cinesi e specifica che la siccità "è un fenomeno che si verifica ciclicamente" in quest'area, "principalmente a causa della circolazione atmosferica". Secondo le fonti, inoltre, il "Rapporto sull'impatto ambientale del Progetto delle Tre Gole del fiume Azzurro" ha fornito un'analisi scientifica sulle questioni climatiche all'indomani dell'ultimazione della diga, giungendo alla conclusione che gli effetti del progetto su temperatura, umidità vento e nebbia nelle aree circostanti sono limitati a un raggio di non oltre 10 chilometri. A rendere anormale la circolazione atmosferica dallo scorso anno – continua Liu – è invece il fenomeno de La Nina e il più debole sistema di alta pressione nella zona subtrobicale dell'Oceano Pacifico occidentale.


"Non è giusto condannare la diga delle Tre Gole per ogni evento atmosferico al di fuori della norma – aveva sostenuto qualche giorno fa Zheng Shouren, uno dei progettisti – "la siccità, anzi, sarebbe stata ancora più grave senza la diga". Intanto però, dal 20 maggio, le autorità per la prevenzione e il controllo delle acque hanno cominciato a rilasciare oltre 300 milioni di metri cubici di acqua al giorno in soccorso alle aree del corso medio-basso del fiume Azzurro. Anche Cao Guangjing, presidente della China Three Gorges Corporation, respinge le accuse sostenendo che il progetto deve essere valutato secondo una prospettiva storica e che alcuni cambiamenti climatici dovuti alla costruzione della diga sono "l'inevitabile prezzo che la Cina deve pagare". "Niente al mondo è perfetto – continua Cao – la chiave è valutare i pro e i contro."

Al di là delle polemiche scoppiate su internet, la diga è al centro di controversie da diversi anni. Il problema ambientale non è infatti l'unico a pesare sul 'fiore all'occhiello' di Pechino. Sebbene sia considerata uno dei capolavori ingegneristici moderni, infatti, la costruzione della diga ha richiesto un enorme costo sociale in termini di famiglie e villaggi interi costretti all'evacuazione e di siti culturali e archeologici sommersi dalle acque. È inoltre di pochi giorni fa la notizia di illeciti nel bilancio della China Three Gorges – società che gestisce l'impianto – attualmente al centro di una vasta revisione a causa di alcune irregolarità finanziarie, economiche e amministrative (questo articolo).


di Miriam Castorina