Shopping continuo per Minmetals

La Cina, a livello di materie prime, non può permettersi di essere protezionista a oltranza. C'è da crederci, se a dirlo è il rappresentante per l'Italia di Minmetals, il colosso cinese (anche) della metallurgia, da sempre nella top ten delle conglomerate cinesi più influenti.
A Pavia opera una delle oltre 40 filiali nel mondo di China Minmetals Corp, società cinese attiva più che mai anche nel commercio di metalli.
«Il rallentamento, a mio avviso, non c'è – dichiara Tony Arcidiacono, responsabile commerciale della filiale – certo abbiamo registrato forti timori finora nell'acquistare materie prime in quantità del calibro di quelle precedenti ma la situazione non rimarrà così per sempre. Perchè il rallentamento cinese non è neanche paragonabile a quello europeo».
«Ma la Cina non ha mai smesso di fare affari – aggiunge Arcidiacono – anche attraverso l'acquisto di grosse partite russe e ucraine, preferite grazie all'andamento favorevole (per i cinesi) delle monete dei due Paesi».
Infatti, miniere, grosse partite di rame, lo shopping di Minmetals non ha conosciuto soste. Un esempio concreto del fatto che la Cina guarda lontano viene proprio dagli acquisti a raffica, recentissimi, di Minmetals.
La società sta attendendo il via libera della autorità australiane all'acquisto della compagnia mineraria australiana Oz Minerals Ltd per 1,7 miliardi di dollari proprio per l'approvvigionamento di metalli non ferrosi. E, ovviamente, questo è un chiaro segnale del fatto che vuole ancora insistere sul fronte della fornitura di materie prime.
A dicembre 2008 con la polacca Kghm Minmetals ha concluso acquisti di rame per tutto il 2009 con un contratto di 50mila tonnellate a lungo termine e 8mila via cargo. La tesi è stata, in sintesi: in tempi di crisi si va avanti insieme, le difficoltà bisogna superarle uniti.
Quindi l'intesa è stata presa dal presidente di Minmetals Zhou Zhongshu con Iroslaw Krutin, chairman di Kghm, anche per ribadire il fatto che i due Paesi fanno affari da dodici anni: da loro i cinesi hanno acquistato 450mila tonnellate per un valore totale di 1.6 miliardi di dollari.
R.Fa.

24/02/2009