SHANGHAI, SALARI MINIMI IN AUMENTO DA APRILE

Roma, 2 mar.- Dal 1 aprile i lavoratori di Shanghai vedranno la busta paga crescere del 14%. La notizia è stata resa nota dalle autorità municipali: dal prossimo mese il salario minimo mensile aumenterà fino a 1.280 yuan (circa 130 euro). La retribuzione per un'ora di lavoro crescerà del 22% raggiungendo così gli 11 yuan. Sulla scia di Shanghai anche Pechino – nella capitale i salari minimi che si aggirano attorno agli 800 yuan (80 euro) aumenteranno del 10% - e Nanchino  - dove le buste paga passeranno da 850 a 960 yuan.

 

Le misure introdotte dai governi delle città puntano a stimolare la domanda interna, principale obiettivo del Dodicesimo Piano Quinquennale – di cui il governo presenterà i contenuti alla'Assemblea Nazionale del Popolo che avvierà i lavori sabato prossimo (questo articolo) - dovrà alleggerire la dipendenza del Dragone dalle esportazioni. Un traguardo questo che, nell'immediato, appare sempre più lontano a causa dell'inflazione galoppante cui il governo ha dichiarato una guerra spietata che da tempo continua a combattere a colpi di aumento dei tassi d'interesse e dei requisiti di riserva delle banche (questo articolo).

 

E' in questo contesto che si inserisce l'aumento dei salari minimi in una delle città in cui le conseguenze della spirale inflazionistica, combinata al veloce tasso di crescita, si sono avvertite in maggior misura. Nell'ultimo trimestre del 2010, mentre l'indice dei prezzi al consumo continuava ad aumentare – a dicembre si era attestato al +4,6%, mentre a gennaio è salito ancora al 4,9%  (questo articolo)  - la fiducia dei consumatori cinesi subiva un calo.  Secondo un rapporto pubblicato alcuni giorni fa dall'Ufficio Nazionale di Statistica in collaborazione con Nielsen, negli ultimi tre mesi del 2010 per il secondo trimestre consecutivo l'indice nel periodo ottobre-dicembre è sceso a 100 punti, rispetto ai 104 registrati nel periodo luglio-settembre. Si tratta del livello più basso raggiunto dal 2009; l'indagine mostra anche che l'83% dei consumatori cinesi ritiene che i prezzi continueranno a crescere anche nel corso del 2011 (questo articolo).  A scoraggiare i consumatori cinesi contribuiscono in particolare i continui rincari del settore alimentare (a gennaio il prezzo del grano è aumentato di oltre il 10% e quello della frutta fresca addirittura di circa il 30%). E se nelle città la situazione non è delle più rosee, nelle campagne è anche peggiore. Secondo le statistiche ufficiali, il reddito procapite annuo di un residente urbano si è attestato lo scorso anno attorno ai 19.109 yuan (circa 2.000 euro) mentre quello di un residente nelle zone rurali ha raggiunto solo i 5.919 yuan (quasi 600 euro). Con un'inflazione che continua ad avanzare - nonostante le misure introdotte dal governo - e i beni di prima necessità che diventano sempre più cari, è difficile alimentare la domanda interna.

 

Intanto, secondo quanto riportato dai media ufficiali, l'aumento dei salari minimi sarà applicato anche da altre regioni. Tra queste, la provincia dello Zhejiang e del Guangdong.

 

di Sonia Montrella

 

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