SEMPRE PIU' GIOVANI CINESI STUDIANO IN INDIA

Vellore (India), 7 aprile - Circa 1200 anni fa, un monacocinese buddista, Xuan Zang, si reco' in India per studiare ilBuddismo: questa storia fu trasformata in un romanzo, "Viaggioin Occidente". Oggi, piu' di 1200 studenti cinesi stannoseguendo i passi di Xuan Zang e si recano in molte universita'indiane per studiare IT (tecnologie dell'informazione),inglese, economia e commercio e tante altre materie. Nellacitta' di Tamil Nadu, tra Bangalore e Chennai, si trova lacomunita' piu' grande di studenti stranieri (414) che frequentail nuovo Istituto di Tecnologia di Vellore (VIT).L'ambasciatore cinese in India, Zhang Yan, ha affermato: "sonomolto felice di vedere un grande gruppo di studenti cinesi nelVIT e pensare che il numero stia crescendo sempre di piu' e'una soddisfazione". E aggiunge: "le relazioni tra Cina e Indiasi stanno approfondendo negli ultimi anni e gli studenti cinesipossono diventare dei mini-ambasciatori per stringere amiciziacon gli studenti indiani. [..] L'educazione e le nuovegenerazioni sono i mezzi migliori per allacciare rapportibilaterali, perche' entrambe rappresentano il futuro". Ilcampus del VIT e' molto simile ai campus cinesi e questa e' unaragione per cui gli studenti di Pechino riescono ad adattarsifacilmente all'ambiente, completamente diverso dal loro luogod'origine. Shao Subo, primo cinese laureato in filosofia nellaBusiness School della VIT, ha dichiarato che gli istitutiindiani sono ottimi luoghi dove imparare perche' non e'possibile passare gli esami senza aver acquisito un'elevatacapacita' di scrivere e parlare inglese. Inoltre, le scuoleindiane permettono agli studenti di presentare proprie idee eteorie invece di basarsi sulla semplice memorizzazione diformule e testi. G. Viswanathan, rettore del VIT ed ex membrodel Parlamento indiano, ha affermato che l'India e la Cina,poiche' grandi civilta' antiche e paesi in continua crescita,devono congiungere gli sforzi per creare un mondo per le futuregenerazioni. Egli sostiene che l'India gia' nel V secolo avevaun centro d'insegnamento simile alle moderne universita', ilTakshashila, che accolse molti studenti stranieri, tra cuiquelli cinesi, che studiavano il Buddismo. L'antica universita'di Nalanda e' un altro esempio della brillante educazioneindiana del passato e del suo carattere internazionale.L'obiettivo di Viswanathan e' di modellare il VIT sulle ormedel Takshashila o del Nalanda, e ha scelto la Cina come partnerperche', insieme all'India, sta diventando una nazione moltoforte economicamente a livello mondiale. Sathya Moorthy,direttore del Sino-India Education and Technology Alliance inBeijing, sta promuovendo un programma comune tra il VIT e leistituzioni cinesi impegnate a inviare studenti in India.Moorthy sta cercando di introdurre il Centro Studi della LinguaCinese nel VIT con l'aiuto del Ministero dell'Istruzione cinesee l'universita' di Zhenzhou, nella provincia dello Henan. Aproposito della collaborazione tra Cina e India, egli hadichiarato: "Vorrei rendere il VIT un vero centro dicooperazione sino-indiana. Credo che il modo piu' facile perrendere migliori i rapporti tra i due paesi sia propriol'educazione".