Se la diplomazia aiuta il commercio

Il commercio mondiale è ingessato dalla crisi, ma i numeri della partnership tra Italia e Cina dimostrano l'efficacia della diplomazia economica. Solo nel 2008 gli scambi tra i due paesi hanno toccato quota 38,3 miliardi di dollari, con un incremento del 22% sul 2007, e a giudicare dall'euforia che circonda il China Day di Roma, il conto appare destinato a salire rapidamente: solo ieri, 38 accordi per un valore complessivo di circa due miliardi di dollari, un elemento che fa sperare su un progressivo riequilibrio del nostro deficit commerciale con Pechino. In quest'ottica, è importante rilevare che i migliori affari non sono più prerogativa dei gruppi maggiori: anche se la parte del leone l'hanno giocata i grandi nomi come Fiat, Mediobanca, Finmeccanica e Generali, un ruolo fondamentale lo hanno avuto le Pmi, che malgrado le difficoltà in cui operano - dal credito alle infrastrutture - hanno continuato a innovare processi e prodotti. In una giornata così positiva non si possono tuttavia ignorare le notizie della sanguinosa repressione degli uiguri in Cina. Con l'auspicio che la diplomazia politica raggiunga, magari in un tempo breve, i risultati di quella economica.

07/07/2009