Se l'India flirta con Myanmar

Era l'estate del 1988, migliaia di studenti birmani scesero in piazza per la democrazia, la giunta militare li massacrò e il primo governo a esprimere il suo supporto per «l'impavida determinazione» di quei giovani fu quello indiano. Erano altri tempi ed era un'altra India. Oggi New Delhi ha richiuso nel cassetto l'idealismo di allora per abbracciare il realismo che dovrà farne ma un colosso economico. E la crescita passa anche dalla sicurezza. Va cercata qui la chiave per comprendere la decisione indiana di rafforzare i propri legami con Myanmar, ricevendo il generale Than Shwe, il dittatore che guida la giunta militare birmana. La priorità è contenere la crescente influenza cinese nella regione. È per questo che, per comprendere l'attuale politica di New Delhi, non bisogna andare all'estate del 1988, ma all'inverno del 2006, quando il gas di uno dei maggiori giacimenti birmani, partecipato al 30% da aziende indiane, prese la via di Pechino. A New Delhi restarono esterrefatti. Quattro anni dopo, nessuno in India sembra disposto a continuare a contare così poco in un paese così vicino e importante come Myanmar.

24/07/2010