Scontri nella ribelle Wukan, 13 arresti

Di Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 13 set. - E' di tredici arresti il bilancio degli ultimi scontri a Wukan, il piccolo villaggio del sud-est della Cina, protagonista nel 2011 di un esperimento democratico che ha portato alle prime elezioni locali. Secondo i racconti dei testimoni locali al quotidiano South China Morning Post, le forze dell'ordine in tenuta anti-sommossa si sono introdotte alle prime ore del mattino di oggi nelle abitazioni di alcuni sospetti per eseguire tredici arresti di persone del villaggio accusate di disturbo dell'ordine pubblico e di avere istigato rivolte nel piccolo centro del Guangdong.

Nelle immagini diffuse dal quotidiano di Hong Kong, gli agenti hanno usato proiettili di gomma e gas lacrimogeni contro gli abitanti del villaggio nelle rivolte scoppiate alle prime ore del mattino, mentre i manifestanti hanno lanciato pietre e mattoni all'indirizzo degli agenti. In un video pubblicato dal quotidiano di Hong Kong è documentata anche un'irruzione degli agenti in un appartamento e l'arresto di un uomo. Altre immagini pubblicate sulle pagine on line del giornale mostrano uomini sanguinanti in vari punti del corpo.

Gli uomini arrestati sono colpevoli di "disturbo della quiete pubblica e del traffico locale, dell'attività scolastica, della produzione ittica e dell'attività degli esercizi commerciali", e sono responsabili di avere dato una "cattiva influenza a livello sociale", spiega il comunicato emesso dalla polizia di Lufeng, vicino a Wukan, dopo gli scontri di oggi. Gli scontri arrivano a pochi giorni dalla condanna a 37 mesi di carcere e a una multa di duecentomila yuan (26.500 euro, circa) per Lin Zulian, il capo del villaggio eletto democraticamente nel 2011 e leader delle rivolte contro gli espropri di terreni da parte dei funzionari locali del Partito Comunista Cinese. Lin era sotto inchiesta per corruzione dal giugno scorso.

 

13 SETTEMBRE 2016

 

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