SCANDALO WULIANGYE: UTILI GONFIATI

SCANDALO WULIANGYE:  UTILI GONFIATI

Pechino, 28 set. - Potrebbe allargarsi lo scandalo Wuliangye, il colosso cinese dei liquori, entrato nel mirino della China Securities Regulatory Commission – l'authority borsistica di Pechino - per presunte irregolarità. Secondo la CSRC, Wuliangye avrebbe sistematicamente falsato i bilanci degli ultimi nove anni, occultato le perdite e gonfiato i guadagni. Gli utili effettivi di una controllata nel 2007, ad esempio, sarebbero inferiori a quelli registrati per ben un miliardo di yuan (circa 100 milioni di euro), ma la compagnia non avrebbe apportato nessuna correzione al bilancio consolidato; sempre nel 2007 la società avrebbe omesso di registrare perdite in investimenti azionari per 55 milioni di yuan (più di 5 milioni di euro). Ma i primi bilanci truccati risalgono addirittura al 2000: in quell'anno i "re dei liquori" hanno utilizzato circa 130 milioni di yuan (circa 13 milioni di euro) per investimenti in titoli, riportando perdite, mai registrate, per 42 milioni di yuan (circa 4.3 milioni di euro). Da quando le notizie sulle indagini in corso si sono diffuse, la Wuliangye ha registrato una costante perdita nel valore delle sue azioni, fino alla sospensione del titolo avvenuta venerdì scorso. Ma adesso anche un'altra compagnia, il distributore Silver Base Group, quotato presso la borsa di Hong Kong, potrebbe risultare coinvolta nell'affare: secondo alcuni media hongkonghesi la Silver Base - le cui vendite dei prodotti Wuliangye costituiscono l'80% del fatturato - sarebbe sotto osservazione da parte delle autorità dell'ex colonia britannica per aver collaborato con il gigante degli alcolici in un'operazione di esportazioni fittizie dei suoi prodotti. Le azioni Silver Base avevano registrato venerdì scorso un tonfo del 12% nonostante le smentite del distributore. La CSRC ha iniziato ad effettuare controlli più penetranti sui bilanci societari nel 2007, con indagini a tappeto su circa 50 casi, di cui 16 si sono poi conclusi con pesanti condanne penali. Ma l'impegno dell'authority non ha sollevato i dubbi di numerosi osservatori sul reale stato di salute di moltissime compagnie quotate presso le borse cinesi, tanto da spingere la CSRC a varare regole molto severe per il Growth Enterprises Market, il nuovo listino che debutterà il mese prossimo alla borsa di Shenzhen.