Sanità, alimentare e tessile i settori da tenere d'occhio

Il nuovo catalogo degli investimenti esteri in Cina (in vigore dal 30 gennaio, si veda Il Sole 24 ore del lunedì) viene in soccorso di quegli imprenditori che vogliono fare affari in Cina sfruttando le aree inesplorate di business alle quali in più punti si riferisce il Rapporto della Fondazione Italia-Cina. Si tratta di attività che il Governo di Pechino favorisce espressamente, veri e propri talloni di Achille, al momento, dell'economia cinese.
Certo, a febbraio scorso gli investimenti diretti stranieri in Cina sono crollati dello 0,90% (per il quarto mese consecutivo, precisa il Mofcom, il ministero del Commercio cinese), soprattutto a causa della crisi europea. Però non c'è da demoralizzarsi, semmai è il momento di dare un'occhiata attenta alla lista delle attività incentivate: il testo che sarà diffuso martedì 27 insieme al Rapporto della Fondazione Italia Cina è stato tradotto dal cinese dallo studio Nctm (in particolare dagli avvocati Enrico Toti e Laura Formichella) sulla scorta del testo pubblicato dalla Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme (www.ndrc.gov.cn/zcfbl/2011ling/W020111229379511927834.pdf). Dando per scontato il capitolo sugli investimenti ristretti e, a maggior ragione, su quelli vietati, converrà esaminare la parte relativa a quelli incentivati.
Si va dagli investimenti nello sviluppo e nella produzione di alimenti per neonati e anziani alla produzione, nel settore tessile, di tessuti industriali multifunzionali realizzati, ad esempio, attraverso tecniche come la low melt point component fiber, alle tecniche di lavorazione di pellami di alta qualità e l'utilizzo completo di scarti di pellame. Lunga è la lista delle lavorazioni chimiche avanzate gradite, ma di rilievo sono anche quelle per la produzione e lavorazione di farmaci e principi attivi. Ben accetta è la produzione di macchine utensili di fascia alta a controllo numerico computerizzato.
Un vero e proprio pozzo di san Patrizio dal quale spunta anche la produzione di videocamere digitali HD e di apparecchaiture digitali per la riproduzione del suono, la produzione di satelliti civili (ma, occhio! il partner cinese deve detenere la maggioranza della joint venture), nonché la distribuzione logistica di prodotti di base, in particolare quella di prodotti agricoli vivi e freschi a bassa temperatura o i servizi tecnologici connessi a alla gestione di stadi, palestre, gare, corsi sportivi e agenzie di servizi che svolgono attività collegate.
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L'ANTICIPAZIONE



Nell'edizione del Sole 24 Ore del 30 gennaio scorso la notizia e una prima analisi dell'entrata in vigore, nella stessa data, del nuovo catalogo degli investimenti esteri ben accetti, ristretti o vietati dal Governo di Pechino e correlati alle linee guida del dodicesimo piano quinquennale.

26/03/2012