SALTA L'ACCORDO TRA HAWTAI E SAAB

SALTA L'ACCORDO  TRA HAWTAI E SAAB

Roma, 12 mag.- Accordo saltato per Saab e Hawtai: lo rende noto il portavoce della Spyker cars secondo cui la società automobilistica cinese non sarebbe stata in grado di ottenere l'approvazione degli azionisti. Si allontana dunque la prospettiva di una ripresa della produzione della casa svedese che lo scorso 3 maggio aveva reso noto con toni entusiastici l'investimento da 150 milioni di euro da parte della Hawtai. In base ai dettagli dell'accordo, Hawtai avrebbe ottenuto il 29,9% del pacchetto azionario della casa automobilistica  per 120 milioni di euro. La compagnia cinese avrebbe dovuto investire, inoltre, altri 30 milioni di euro sotto forma di prestiti convertibili a 6 mesi e una conversione di 4,88 euro per azione. Quanto ai motivi che hanno portato la Saab a fare un passo indietro, nessun dettaglio è stato rivelato. Le transazioni avrebbero dovuto ricevere invece l'approvazione di alcune agenzie governative cinesi, della Banca d'Investimento europea e dell'Ufficio per il Debito Nazionale svedese. "Le tecnologie dei motori diesel puliti e gli ambiziosi programmi di sviluppo sono la dimostrazione del fatto che Saab ha trovato il giusto partner" aveva commentato giorni fa il direttore esecutivo di Spyker cars Victor Muller.

 

"Poiché è risultato evidente che Hawtai non è in grado di ottenere il consenso necessario siamo stati costretti a mettere fine all'accordo" ha riferito il portavoce di Spyker cars. Secondo voci di corridoio a influenzare la decisione sarebbero stati però alcuni commenti critici riferiti dall'ambasciatore svedese Lars Freden al ministero degli Affari Esteri del paese scandinavo. In particolare Freden avrebbe evidenziato come nel giro di otto anni alla Hawtai si siano succeduti otto consiglieri delegati e come, nonostante l'azienda esista già da dieci anni, abbia iniziato a produrre veicoli propri solo da un anno. Salta l'accordo ma non la possibilità di una collaborazione: il portavoce della Spyker ha infatti dichiarato che le due case potrebbero avviare una partnership strategica  per quanto riguarda la distribuzione sul territorio cinese, la fabbricazione e la tecnologia.

 

di Sonia Montrella

 

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