SAFE: INDIVIDUATI 7,4 MILIARDI DI DOLLARI DI TRANSAZIONI 

Pechino, 5 lug- L'elevata crescita economica registrata quest'anno e le aspettative relative all'apprezzamento dello yuan stanno attirando in Cina capitali speculativi da tutto il mondo, che confluiscono soprattutto nel mercato azionario e in quello immobiliare: in una rara intervista al 'Quotidiano del Popolo', il vicedirettore della State Administration of Foreign Exchange Deng Xianhong traccia oggi un bilancio del fenomeno, e racconta come dall'inizio dell'anno l'authority preposta al controllo del Forex abbia già individuato 190 casi di transazioni illegali in valuta estera, per un totale di 7.4 miliardi di dollari. L'investigazione, avviata nel febbraio scorso, mostra come questi capitali, mascherati da fondi destinati al commercio e all'investimento, servano invece a scommettere sulla rivalutazione della divisa cinese e su un aumento dei prezzi degli asset: "La Cina deve aumentare i suoi sforzi per riformare i tassi di cambio e consentire che il mercato giochi un ruolo fondamentale nello stabilire il valore dello yuan - ha detto Deng- ma fattori come il contesto della crisi finanziaria globale, le buone prestazioni economiche ottenute dal paese, il rafforzamento della valuta e il gap positivo tra i tassi d'interesse domestici e stranieri costituiscono le principali ragioni che attraggono questo flusso continuo di capitali esteri". Deng ha comunque definito "non preoccupante" il livello di capitali speculativi individuati. Il problema dell'arrivo dall'estero della cosiddetta 'hot money', secondo alcuni economisti capace teoricamente di precipitare il paese in una spirale inflattiva, è strettamente connesso alla questione della rivalutazione dello yuan, ed ha costituito a lungo una delle principali obiezioni opposte dalla Cina contro le pressioni internazionali per una riforma del tasso di cambio. Lo yuan, che è una valuta non convertibile, è rimasto ancorato al dollaro fin dall'emergere della crisi, una mossa che ha attirato sulle autorità cinesi l'accusa di manipolare la propria moneta -considerata sottostimata da USA e Ue- al fine di guadagnare un vantaggio sleale sui commerci con l'estero. I 23 mesi di sostanziale immobilità della valuta del Dragone si sono interrotti il 19 giugno scorso, ma nonostante People's Bank of China abbia fissato l'apprezzamento in termini graduali e lievi, evitando una rivalutazione repentina, i timori sugli afflussi di capitali speculativi non si sono dissipati: "L'eventualità è sempre presente- ha recentemente dichiarato Yu Yongding, un influente ex membro della Commissione politiche monetarie della Banca centrale- ma non dobbiamo avere paura e non possiamo interrompere il processo di riforma del tasso di cambio solo per queste ragioni. Le speculazioni possono essere contrastate aumentando ulteriormente i controlli sui flussi monetari dall'estero".

 

© Riproduzione riservata