SAFE: "CINA SORPASSA GIAPPONE"

Pechino, 30 lug.- "La Cina, di fatto, in questo momento, è già la seconda economia del mondo": una frase secca, contenuta in un'intervista pubblicata sul sito ufficiale della SAFE, con la quale Yi Gang, direttore della State Administration of Foreign Exchange (l'autorità Forex cinese) sancisce il sorpasso di Pechino su Tokyo. "L'economia cinese è cresciuta dell'11,1% su base annuale nei primi sei mesi del 2010 – ha detto Yi – e, a questi ritmi, eviterà una recessione 'a doppia caduta' e riuscirà a conseguire una crescita superiore al 9% per la fine dell'anno. La Cina, quindi, al momento è già la seconda economia del mondo". Di un sorpasso imminente si era iniziato a parlare nell'ottobre dell'anno scorso, e molti analisti avevano fissato in due anni il termine entro il quale il Dragone cinese sarebbe finalmente riuscito a superare gli eterni rivali del Sol Levante. "È una semplice questione aritmetica – aveva detto all'epoca Eric Fishwick, a capo del gruppo indipendente di brokerage e investimenti CLSA per l'area Asia Pacifico – e accadrà presto, grazie a una combinazione della crescita cinese con la stagnazione giapponese. Se si guarda all'impatto che i due paesi hanno sul resto del mondo, quello della Cina è molto più significativo già da parecchio tempo".
I dati ufficiali relativi allo scorso anno mostrano come nel 2009 l'economia giapponese sia riuscita a fare meglio del previsto, totalizzando un PIL pari a 5080 miliardi di dollari, laddove il risultato conseguito da Pechino ammonta a 4910 miliardi. Durante l'ultimo trimestre dell'anno scorso il Giappone è cresciuto del 4,6% (1,1% in più rispetto alle previsioni), un risultato positivo raggiunto giusto nel finale di partita, nonostante i dati finali mostrino comunque una contrazione del 5% nell'arco dell'intero 2009. La causa della lieve ripresa del Sol Levante? È proprio la Cina, che negli scorsi mesi è diventata la prima destinazione straniera per le merci giapponesi; le statistiche relative alla spesa interna, infatti, mostrano che la fiducia del consumatore nipponico è ben lontana dai livelli degli anni ruggenti, e nel periodo ottobre-dicembre, ad esempio, aveva registrato solo un lieve +0,7%, dovuto principalmente a una serie di incentivi su automobili ed elettrodomestici. L'economia cinese, dal canto suo, nel 2009 è riuscita a crescere dell'8,7% anche nell'anno della grande crisi, un risultato che aveva spinto numerosi economisti a dare già per scontato il superamento sul Giappone. Il sorpasso è definitivo? Per averne conferma bisognerà aspettare i prossimi dati ufficiali e confrontarli con quelli giapponesi; ma è poco probabile che le parole del direttore della SAFE – che ricopre anche il ruolo di vicegovernatore della Banca Centrale – non siano suffragate da elementi concreti. "Il nostro obiettivo definitivo è rendere lo yuan un valuta completamente convertibile" ha concluso Yi Gang. Su questo punto, tuttavia, non ha fornito alcuna tabella di marcia.

 

 

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