Ritorna l'inflazione a Pechino

Gianluca Di Donfrancesco
Produzione industriale, consumo di energia, esportazioni, inflazione e vendite al dettaglio, tutti gli indicatori dell'economia cinese puntano nella stessa direzione: la locomotiva ha ripreso a correre e accelera, anche troppo forse.
A novembre, secondo i dati dell'Ufficio nazionale di statistica, la produzione industriale è cresciuta del 19,2% su base annua, l'incremento più significativo da giugno del 2007, in accelerazione rispetto a ottobre che già aveva fatto segnare un balzo del 16,1%. Il confronto con novembre 2008 risente certo del fatto che quello fu il mese peggiore della crisi mondiale, segnato dal fallimento di Lehman Brothers. Ma nei primi undici mesi del 2009, l'industria mette comunque a segno un rialzo del 10,3% su base annua.
Al balzo della produzione fa eco il record della raffinazione di petrolio. Il secondo consumatore mondiale di energia a novembre ha raffinato 8,1 milioni di barili al giorno, con un incremento del 21%, in parte dovuto anche alla nevicata che ha colpito il paese, una delle più pesanti degli ultimi decenni. Nello stesso mese, la Cina ha prodotto 290 milioni di carbone, il volume più alto dal dicembre del 2003. E nel complesso, la generazione di energia è ai massimi da cinque anni.
Il motore marcia a pieni giri, dunque, come confermano le importazioni, aumentate del 26,7%, il massimo da 16 mesi. Segnali positivi arrivano anche dalle esportazioni, che hanno di nuovo frenato la discesa, con un calo dell'1,2%, il più contenuto da oltre un anno (il surplus commerciale si è ridotto a 19 miliardi di dollari, dai 24 di ottobre).
Questi record sono stati accompagnati, sempre a novembre, dalla crescita delle vendite al dettaglio: pur senza tenere il passo del mese precedente (-0,4%), sono comunque lievitate del 15,8% annuo, ponendo le basi per un rialzo dello 0,6% (annuo) dell'indice dei prezzi, tornato a salire per la prima volta da febbraio 2009.
Anche a novembre ha continuato a gonfiarsi la massa dei prestiti bancari, con nuove erogazioni per 294,8 miliardi di yuan (43,2 miliardi di dollari) rispetto ai 253 di ottobre. Nei primi 11 mesi le banche hanno concesso 9.210 miliardi di finanziamenti, quasi il doppio dei 5.060 dello stesso periodo 2008. La massa monetaria M2 (contante e depositi) ha segnato a fine novembre un aumento record del 29,7% annuo. E qui arrivano le note stonate. L'eccesso di liquidità minaccia di trasformarsi in bolle pericolose: la Borsa di Shanghai ha già guadagnato l'80% e i prezzi delle case sono al galoppo. Secondo Isaac Meng, di Bnp Paribas a Pechino, produzione industriale, offerta di moneta e investimenti fissi (+32,1% tra gennaio e novembre nelle aree urbane) sono già ai livelli pre-crisi e stanno assumendo valori da surriscaldamento. Come il settore dell'acciaio che a novembre ha scalato nuovi record, pur essendo già in sovraproduzione.
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12/12/2009