RISERVE VALUTARIE A QUOTA 2.273 MILIARDI

RISERVE VALUTARIE  A QUOTA 2.273 MILIARDI
Pechino, 15 ott. - Le riserve di valuta estera detenute dalla Cina aumentano di 141 miliardi di dollari nel terzo trimestre 2009, arrivando così a quota 2273 miliardi di dollari alla fine di settembre. Secondo quanto riferito dalla Banca centrale di Pechino si tratta di un incremento più lieve rispetto a quello registrato nel secondo trimestre dell'anno in corso (+177.87 miliardi di dollari), ma che segna comunque un nuovo record per le divise straniere custodite dal Dragone. L'aumento di 141 miliardi di dollari degli ultimi tre mesi, inoltre, è notevolmente maggiore del surplus commerciale di 39.27 miliardi di dollari dello stesso periodo, segno che la valuta straniera affluisce in Cina anche da altre fonti,  tra cui soprattutto gli investimenti finanziari dall'estero, che hanno ritrovato vigore nell'ultimo periodo. Nonostante la People's Bank of China non pubblichi mai nel dettaglio la composizione delle sue riserve di valuta straniera, la maggior parte degli osservatori internazionali ritiene che circa i due terzi del totale siano costituiti da dollari statunitensi, e che questo assetto non dovrebbe essere cambiato sensibilmente negli ultimi mesi. Da quando la crisi finanziaria ha colpito gli Stati Uniti, diffondendosi poi nel resto del mondo, molti leader cinesi tra cui il premier Wen Jiabao hanno espresso pubblicamente le loro preoccupazioni sugli effetti negativi che le politiche fiscali e monetarie americane potrebbero avere sul dollaro, e quindi sulle riserve detenute dal Dragone. Ma a queste dichiarazioni non sono seguiti sostanziali mutamenti di strategia negli investimenti cinesi, segno che per Pechino, almeno al momento, esistono poche alternative ai titoli emessi dal Tesoro USA.