Rischi « dribblati» con output locale

PADOVA
«Non si può pretendere che la Cina svaluti la propria moneta per fare un favore alle esportazioni europee: il processo avverrà, ne hanno bisogno loro stessi per dare maggiore stabilità a una bilancia commerciale attualmente fortemente squilibrata, ma ci vorrà del tempo».
Luigi Rossi Luciani è presidente di Carel Spa, azienda di Brugine (Padova) con 130 milioni di fatturato attiva nel settore air conditioning, heating & refrigeration (produzione di controlli elettronici, di temperatura, umidità e pressione, e umidificatori d'aria) e 800 dipendenti in Italia e all'estero.
Fondata nel 1973, Carel ha una presenza consolidata a livello internazionale, dove opera direttamente con le proprie filiali e attraverso un'organizzazione che copre un'ottantina di paesi. Nel gigante asiatico l'azienda si è aggiudicata nel novembre 2009 il premio China Awards, assegnato alle realtà italiane che hanno realizzato le migliori performance con la Cina operando in distretti e in settori ad alta crescita di esportazione.
L'avvio della produzione di Carel nella fabbrica di Suzhou, a circa 100 chilometri da Shanghai, ha riguardato soluzioni elettriche per il condizionamento e la refrigerazione secondo gli stessi standard della casa madre, ed è stato voluto proprio per rispondere alle crescenti esigenze del mercato cinese, oltre che per dare una continuità di servizio alle aziende occidentali già insediatesi in Oriente.
«Un'esperienza del tutto positiva – rimarca Rossi Luciani – e che in questo contesto ci permette di essere al riparo dagli effetti della svalutazione e dell'oscillazione dei cambi. Producendo direttamente in Cina, vantaggi e svantaggi fra quel che si acquista e quel che si vende in yuan finiscono per compensarsi. L'unica via per non essere soggetti a questo genere di tempeste – aggiunge – è avvicinarsi ai mercati, non puntando solo sull'export, ma stabilendosi direttamente nei paesi nei quali si intende dare sbocco alle proprie produzioni».
E Rossi Luciani lancia anche un monito: «Non solo la svalutazione non si può imporre dall'alto, ma farlo potrebbe diventare addirittura rischioso: io sto con quanti in questo momento invitano a fare molta attenzione nel mettere le redini alla Cina, cioè a una delle poche economie attualmente trainanti a livello mondiale».
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15/10/2010