RIFLETTORI SULLE FORZE ARMATE

RIFLETTORI SULLE FORZE ARMATE

Quando il primo ottobre la Cina festeggerà 60 anni della Repubblica Popolare, gli occhi di molti saranno puntati sugli enormi progressi compiuti dal suo esercito e ogni possibile segno dell'evoluzione futura dell'armata più numerosa del mondo. L'attesa è giustificata dall'annuncio degli organizzatori: su 52 attrezzature belliche in mostra, 6 sono totalmente nuove e mai viste dal grande pubblico.
"La Cina ha sempre mantenuto un grande riserbo sui progressi del proprio esercito, ci aspettiamo di vedere qualcosa di nuovo in questa occasione" spiega un ufficiale militare straniero a Pechino in anonimato. Le novità riguarderanno tanto le dotazioni di terra, quanto la marina e l'aeronautica, e ovviamente il sistema missilistico su cui pare che il paese stia concentrando gli investimenti, e tutte rigorosamente di produzione domestica. Sfileranno nei cieli di Pechino gli aerei da combattimento di nuova generazione Jian-10, i missili intercontinentali JL-2, gli elicotteri armati Zhi-10, gli aerei da early warning della serie KJ. A terra, invece, i carri armati da combattimento ZTZ99, e le mitragliatrici QBZ-95, secondo l'agenzia di stampa ufficiale.
L'attenzione più grande è, tuttavia, rivolta ai missili balistici antinave, su cui la Cina sta lavorando da anni e che, se vicini al completamento e realizzati a buon punto, possono mettere in gioco gli equilibri nell'area del Pacifico. Si tratta dei missili a medio raggio della serie Dong Feng (in cinese, vento dell'est), in particolare i Dong Feng 21 suscettibili di essere diretti contro navi americane in movimento e contro cui gli Usa dicono di non avere alcuna difesa adeguata. Anche il Dong Feng 31, il missile a lungo raggio intercontinentale capace di raggiungere le coste degli Stati Uniti sarà, molto probabilmente, esibito, mentre da indiscrezioni sembra che sarà assente un altro missile intercontinentale della stessa famiglia di più grandi dimensioni, ed anche i missili balistici lanciati da sottomarini.
 È innegabile che, nei 60 intercorsi da quando delle brigate di contadini armati alla meno peggio hanno preso il potere, a oggi che l'esercito cinese è capace di colpire gli Stati Uniti e mandare l'uomo nello spazio, il progresso sia stato velocissimo. "Quello che vedrete mostra la trasformazione dell'Esercito di Liberazione Popolare da una forza ad alta intensità di manodopera ad una ad alta intensità di tecnologia" ha spiegato il tenente generale Fang Fenghui che presiede i preparativi per la parata di giovedì prossimo. L'esercito cinese, forte oggi di 2,3 milioni di soldati, ha dichiarato quest'anno un budget di 480 miliardi di yuan (circa 48 miliardi di euro), il 14,9% in più rispetto all'anno scorso. Il Paese giustifica questa crescita della spesa militare a due cifre con le dimensioni a cui deve far fronte, ma gli osservatori esterni ritengono che le cifre ufficiali siano addirittura lontane dalla realtà degli investimenti di Pechino nell'industria bellica.
Eppure, tra dubbi, presunzioni e propaganda, sono rarissime le occasioni di verifica dello stato del settore militare dell'Impero di Mezzo. Se si mettono da parte la guerra di Corea e le scaramucce di frontiera con l'India, l'esercito della Nuova Cina non ha mai dato grande sfoggio di sé. Mai si sono visti i soldati in combattimento o si è misurata la capacità delle dotazioni cinesi. Soltanto negli ultimi anni l'Esercito di Liberazione Popolare ha aperto gradualmente la porta al mondo esterno. Dal 1990 13 mila soldati cinesi hanno preso parte alle operazioni di mantenimento della pace dell'Onu in vari teatri. Dal 2008 la flotta di Pechino partecipa alle operazioni anti pirateria al largo della Somalia insieme alla marina di Stati Uniti, paesi europei e Russia - un'occasione unica per rendersi conto anche delle capacità di manovra, oltre che della tecnologia, messe a punto dal Dragone. Secondo le dichiarazioni, anch'esse rarissime, del Ministro della Difesa, il Generale Liang Guanglie, la Cina ormai non ha nulla da invidiare all'Occidente. "Molti dei nostri sistemi più sofisticati sono comparabili a quelli di molti paesi occidentali" ha detto parlando di sei decenni di progressi. La parola passa ora ai fatti e a ciò che attraverserà piazza Tiananmen tra una settimana.

 

Antonia Cimini