REVISIONE CONTABILE   PER DIGA DELLE TRE GOLE

REVISIONE CONTABILE   PER DIGA DELLE TRE GOLE

Pechino, 23 mag.- Verifiche economiche per la Diga delle Tre Gole, il faraonico progetto per la produzione di energia elettrica completato nel 2006 nella provincia dello Hubei: la China Three Gorges, la società che gestisce l'impianto, ha rivelato oggi di essere al centro di una vasta revisione dei bilanci che identificato più di una trentina di irregolarità finanziarie, economiche e amministrative.

 

"Dieci delle questioni evidenziate dagli ispettori hanno già trovato soluzione - ha dichiarato all'agenzia di Stato Xinhua il vicepresidente della società Sha Xianhua -, e stiamo lavorando per sanare tutte le altre infrazioni". Ma i guai finanziari non sono l'unico problema che sta attraversando la Diga, uno dei progetti più simbolici e controversi che hanno caratterizzato la corsa allo sviluppo della Cina del decennio scorso: a tre anni esatti dall'entrata in funzione dell'opera - ultimata solamente nel 2009 - il Consiglio di Stato ha ammesso qualche giorno fa la presenza di problemi ambientali.

 

"È necessario ridurre l'inquinamento e i rischi di possibili disastri naturali derivati dalla costruzione della Diga - si legge nella dichiarazione del Consiglio di Stato - e migliorare le condizioni del milione e 400 mila persone che sono state rilocalizzate. Aumenteremo gli sforzi per preservare l'ambiente circostante,che ha subito l'impatto della realizzazione del più grande impianto idroelettrico al mondo".

 

La Diga delle Tre Gole, la cui costruzione è durata 17 anni, è costata circa 18 miliardi di dollari ed è considerata uno dei capolavori ingegneristici moderni. Il progetto era stato pensato per produrre immense quantità di energia necessarie a sostenere l'incessante sviluppo economico cinese,ma era stato presentato dalla leadership cinese anche come una necessità per arginare le periodiche inondazioni che caratterizzavano l'area. Alta 185 metri e lunga quasi due chilometri e mezzo, situata sul Fiume Azzurro, la Diga ha anche richiesto un enorme costo sociale, in termini di famiglie costrette ad abbandonare le case d'origine, villaggi inondati e siti culturali e archeologici distrutti. Fin dalla sua progettazione, inoltre, si era attirata le critiche degli ambientalisti.

 

Il comunicato diffuso dal Consiglio di Stato la scorsa settimana rappresenta al prima autocritica pronunciata dal governo cinese su un progetto da sempre esaltato come un fiore all'occhiello per la leadership di Pechino.

 

di Antonio Talia

 

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