RENZI ARRIVA IN CINA, BILATERALE CON XI TRA ECONOMIA E CULTURA

di Eugenio Buzzetti

Hangzhou, Cina orientale, 3 set. – È positivo l'esito del primo giorno di missione in Cina del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, diviso tra cultura ed economia. La visita del premier è cominciata pochi minuti dopo le dieci del mattino ora locale, le quattro del mattino in Italia. Subito dopo l'atterraggio a Hangzhou, la città della Cina orientale che ospiterà il summit del G20 domani e lunedì prossimo, Renzi si è recato alla West Lake State Guest House, nel centro (blindato) della città per incontrare il presidente cinese, Xi Jinping, il padrone di casa del vertice dei capi di Stato e dei primi ministri del gruppo dei Venti. Con Xi, Renzi ha parlato soprattutto di economia e cultura, temi che sarebbero tornati nel corso della giornata, durante i successivi impegni del premier.


Renzi ha ringraziato Xi per la "solidarietà del governo cinese dopo il terremoto di Amatrice" del 24 agosto scorso e ha sottolineato come il summit del G20 avvenga in un momento di "rafforzamento delle relazioni" tra Italia e Cina. "Per noi è importante sentire la vicinanza e l'affetto" del popolo cinese", ha proseguito il premier all'inizio del vertice bilaterale con Il presidente cinese.

I rapporti tra Italia e Cina vivono un momento di "rafforzamento delle relazioni". ha sottolineato Renzi durante il bilaterale. Il G20 "si inserisce in un momento di rafforzamento delle relazioni" tra Italia e Cina, ha affermato Renzi. Il presidente Mattarella, ha proseguito il presidente del Consiglio, "sicuramente accoglierà il suo invito a visitare la Cina nei primi mesi del prossimo anno".

Renzi ha poi formulato gli auguri a Xi per il successo del summit dei presidenti e dei primi ministri delle venti maggiori economie del pianeta. "Sono certo che questo summit sarà uno straordinario successo non solo per l'attualità e l'importanza dei dossier, ma anche per lo straordinario fascino che questa città esprime e che aveva fatto innamorare non soltanto il presidente Pertini, ma anche Matteo Ricci, Marco Polo, e aggiungo anche un altro gesuita, Prospero Intorcetta", sepolto qui.

Renzi a pranzo con i tycoon cinesi, forte interesse per le riforme

Intanto è positivo anche il primo esito del pranzo a cui ha partecipato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, dopo l'incontro bilaterale con il presidente cinese, Xi Jinping, con la business community cinese che si è mostrata interessata alle riforme del governo italiano.

Al pranzo erano presenti alcuni tra i più grandi nomi dell'industria cinese, a partire da Zhang Jindong, presidente di Sunjng, colosso dell'elettronica che a giugno scorso ha acquisito l'Inter, e Ren Jianxin, il presidente di China National Chemical, che lo scorso anno ha acquisito Pirelli. Gli altri grandi nomi presenti all'incontro erano quelli delle conglomerate Fosun e Poly Group, del colosso bancario Bank of China, di State Grid Corporation of China, il maggiore ente di distribuzione di energia elettrica della Cina, e del gruppo immobiliare Vanke.
Dai tycoon è arrivato un riscontro di interesse per le riforme varate dal governo, e sul piano operativo, anche una prima manifestazione di interesse da parte del gruppo Suning verso la promozione e la vendita dei prodotti italiani tramite le proprie piattaforme e punti vendita in Cina.

Renzi a Hangzhou e Shanghai tra economia e cultura

 
L'importanza della cultura è tornata al centro delle parole del premier durante il discorso alla Tongji University, dove Renzi si è recato per celebrare i dieci anni dalla nascita del campus sino-italiano, istituito nel settembre 2006. Renzi ha sottolineato la "sintonia" tra Italia e Cina in campo culturale. "Cina e Italia condividono la stessa sfida: essere orgogliosi del passato e costruire il futuro", ha affermato di fronte agli studenti cinesi e italiani della Tongji. I rapporti economici non sono gli unici che contano, ha continuato. "Italia e Cina sono legate da un valore più forte: l'amicizia come elemento qualificante che trova il proprio svolgimento nella cultura e negli ideali". Tra gli esempi migliori, Renzi ha citato la ratifica, oggi, dell'accordo sul clima da parte della Cina: un esempio "da non sottovalutare" per il premier. Renzi ha citato anche i problemi del terrorismo e delle minacce che incombono sull'Europa. La risposta, ha affermato, "non è solo militare, ma anche culturale", ha detto. "Per ogni euro speso nell'area militare, ci deve essere un euro speso nella qualità della vita", un campo in cui "l'Italia è in prima fila".

La serata è poi proseguita con l'incontro con gli imprenditori italiani alla House of Roosevelt, ristorante tra i più esclusivi sul Bund, il lungo-fiume di Shanghai. Alla cena erano presenti alcuni grandi nomi dell'imprenditoria italiana, tra cui Ferrero, Luxottica, Prada, Fiat, Brembo, Ferrari, Fincantieri, Marcegaglia, Unicredit, Mps, Intesa Sanpaolo, Gucci, Msc Crociere e Vinitaly. Con gli imprenditori italiani che vivono in Cina, il premier ha sottolineato le possibilità che si possono aprire per l'Italia. "Il mondo va verso una direzione che esalta le possibilità dell'Italia, purché l'Italia la smetta di piangersi addosso, faccia le riforme e sia pronta a scommettere sul futuro".

Renzi ha commentato anche gli ultimi dati provenienti dall'economia, tema su cui è tornato brevemente sia durante il discorso alla Tongji, che nell'incontro con gli imprenditori italiani a Shanghai. La crescita è "più bassa delle nostre aspettative", ha detto, ma è "decisamente un passo avanti rispetto alla crisi che affrontavamo" nel 2014, all'epoca della prima visita in Cina come presidente del Consiglio. "C'è una discussione sulla crescita perché c'è chi dice che una crescita dello zero virgola è ancora bassa, il che è vero, ma chi lo dice ignora che fino a due anni fa l'Italia stava a meno due di crescita del pil". L'incontro con gli imprenditori è stata anche l'occasione per annunciare la prossima visita in Cina, nel 2017, sia del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che dello stesso Renzi. Per il prossimo viaggio in Cina, il presidente del Consiglio pensa a una visita "ad alcune città che vedono la presenza di realtà italiane" sul territorio cinese, mentre sul lungo periodo ribadisce l'importanza dell'economia e della cultura come cifra dei rapporti tra Italia e Cina. "Da qui al 2020 dobbiamo investire su università e scuola e migliorare assolutamente interscambio", ha concluso il premier, prima di tornare a Hangzhou, in vista del summit del G20 di domani, che sarà preceduto dall'incontro con Jack Ma, alla sede centrale di Alibaba, il gigante dell'e-commerce cinese fondato dallo stesso Ma nel 1999. 

 

03 SETTEMBRE 2016

 

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