RECORD TASSI MERCATO MONETARIO

RECORD TASSI  MERCATO MONETARIO

Pechino, 15 dic.- I primi effetti delle nuove misure varate dalla Banca centrale cinese per contrastare l'inflazione si fanno sentire: quest'oggi i tassi del mercato monetario – ovvero i tassi attraverso i quali si definiscono i rendimenti degli strumenti di debito del mercato monetario- hanno registrato un balzo di 34 punti base, raggiungendo il livello più alto degli ultimi due anni. Le banche cinesi si preparano così a soddisfare i nuovi criteri fissati da People's Bank of China: da lunedì prossimo, infatti, tutti gli istituti di credito dovranno aumentare di 50 punti base i requisiti di riserva obbligatoria – cioè le somme che devono necessariamente depositare presso la Banca centrale- e, per raggiungere tale obiettivo, riducono l'offerta di moneta sul mercato. L'aumento dei requisiti di riserva -il sesto quest'anno- è stato deciso in seguito al nuovo record del +5.1% raggiunto dall'inflazione nel mese di novembre, dopo che ad ottobre l'indice dei prezzi al consumo era salito del 4.4%, tutti risultati ben al di là della soglia del 3% che il governo intendeva mantenere per il 2010.  "La mossa riflette un trend più generale, quello della riduzione dell'offerta di moneta, dopo che la Banca centrale ha nuovamente ridotto la liquidità- ha dichiarato Wee- Khoon Chong, analista di Societe Generale SA ad Hong Kong – e ci aspettiamo che a questi possano seguire altri tagli".

 

 

Nell'ottobre scorso People's Bank of China aveva aumentato i tassi d'interesse per la prima volta in due anni, ma anche se venerdì scorso si è scelto di agire sulle riserve obbligatorie anziché sui tassi, molti analisti ritengono che prima della fine dell'anno si potrebbe comunque assistere ad un ulteriore incremento del costo del denaro. Alcuni, in particolare, suggeriscono che la Banca centrale potrebbe di nuovo agire su entrambi i fronti all'inizio del nuovo anno, se il mercato immobiliare o quello azionario dovessero dare nuovi segni di surriscaldamento. Nel corso del 2009 gli istituti di credito cinesi hanno erogato nuovi prestiti per la cifra record di 9590 miliardi di yuan, circa 1080 miliardi di euro al cambio attuale e, nonostante le misure per frenare la corsa al credito adottate da People's Bank of China, il tetto dei 7500 miliardi di yuan fissato per il 2010 potrebbe già essere stato sforato. L'immensa liquidità immessa sui mercati ha provocato rincari a tutti i livelli, dai generi alimentari – che con punte di + 11.7% vengono additati come i principali responsabili del continuo aumento dell'inflazione- fino ai prezzi delle case, diventati una delle spine nel fianco del governo di Pechino.

 

 

Dopo che qualche settimana fa il Politburo aveva annunciato il passaggio da una politica monetaria "relativamente espansiva" ad una più "prudente", la nuova linea per raffreddare il costo della vita è stata ratificata dalla Conferenza Economica Centrale, che si è chiusa domenica a Pechino. Tra i sei obiettivi indicati dalla Conferenza, insomma, quello di evitare un surriscaldamento dell'economia cinese attraverso la lotta all'inflazione costituisce ancora la priorità.

 

 

 

di Antonio Talia

 

 

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