RAPPORTO MCKINSEY SUI RICCHI CINESI

RAPPORTO MCKINSEY SUI RICCHI CINESI

Più giovani della media delle loro controparti occidentali, attenti alla funzionalità degli oggetti che acquistano, passano parecchio tempo fuori casa: è questo l'identikit dei nuclei familiari più facoltosi in Cina che emerge da un rapporto recentemente pubblicato da McKinsey. Secondo l'indagine della società di consulenza americana, solo l'1% delle famiglie cinesi può attualmente ricadere in questa fascia, che comprende chi guadagna più di 250mila renminbi all'anno, ma si tratta di 1.6 milioni di nuclei che diventeranno ben 4 milioni entro il 2015, anche tenendo conto di un tasso di crescita rallentato nel 2009 e nel 2010 a causa della crisi globale: circa la metà dei consumatori raggruppati in questa categoria, infatti, ne erano al di fuori solo quattro anni fa e il loro numero cresce a un tasso del 16% annuale. Al momento, la maggior parte è concentrato nell'est e nelle province meridionali e circa il 30% vive nelle quattro città principali (Pechino, Shanghai, Shenzhen, Canton), ma circa i tre quarti di quelli che raggiungeranno questo livello di ricchezza nei prossimi anni proverrà da città più piccole. I nuclei familiari che possono definirsi "facoltosi" in Cina differiscono tanto dagli altri cinesi che dai loro omologhi di altre nazioni: sono di circa 20 anni più giovani degli americani, europei e giapponesi che posseggono le medesime caratteristiche e lavorano in proprio nella maggior parte dei casi; a differenza degli altri loro connazionali si fidano maggiormente dei brand stranieri e si trovano più a loro agio nel chiedere finanziamenti e prestiti. "In un mercato così giovane e con una crescita così veloce, le aziende possono fare molto per formare i gusti e le abitudini di spesa e per fidelizzare i consumatori verso una marca – scrivono gli analisti McKinsey- in un numero molto ampio di settori che vanno da quello automobilistico ai servizi bancari, dall'elettronica ai beni di lusso. Inoltre, un brand ha tutto lo spazio di manovra per crearsi una posizione destinata a durare". Quali sono i gusti e le tendenze che presenta questa fetta di mercato? McKinsey, dopo uno studio basato su un campione di 1750 consumatori distribuiti in 16 diverse città cinesi, li ha suddivisi in  7 gruppi, che vanno dal "Down to Earth" (492 mila yuan; appena entrato nel segmento; diffuso nelle città di seconda fascia e poco attento ai brand) al "Flashy" (585mila yuan; diffuso nelle città di prima fascia; preferisce prodotti che lo distinguano dalla massa), dall'"Enthusiast" (479mila yuan; città di seconda e terza fascia; cerca prodotti di lusso ma preferisce marche cinesi e si accontenta di falsi) al "Luxuriant" (590mila yuan; sofisticato e attento alla salute; con un'alta percentuale di  donne e un occhio particolarmente attento alla qualità). Ognuna di queste tribù mostra gusti e attitudini alla spesa differenti, sulle quali vanno modulate le diverse offerte e le campagne pubblicitarie. Tra i brand occidentali più conosciuti spiccano quelli che sono riusciti ad attuare una strategia che va a colpire quanti più gruppi possibile, come ad esempio BMW, Patek Philippe, Giorgio Armani e Prada. "Le attuali condizioni economiche globali rallenteranno la propensione agli acquisti dei più facoltosi anche in Cina- si legge nel dossier- ma costruire un rapporto con questi consumatori è di primaria importanza, a causa della scarsa fedeltà al brand che si riscontra in tutti i gruppi e al fatto che i ricchi di domani saranno influenzati da quelli di oggi. Le compagnie che riusciranno a vincere la loro lealtà, comprendendo al meglio i desideri di una fascia che cambia così velocemente, avranno creato le basi per un successo di lungo periodo".

 

LINK: RAPPORTO MCKINSEY "The Coming of Age": scaricabile in pdf in inglese all'indirizzo https://solutions.mckinsey.com/insightschina/cms/default/en-us/aboutus/news.aspx