RAPPORTI ITALIA-CINA: "UN TEMPO DEI GIURISTI"

RAPPORTI ITALIA-CINA: "UN TEMPO DEI GIURISTI"

Roma, 3 dic. – Si è tenuta il 1 dicembre la giornata di studio sul tema "40° anniversario della relazioni diplomatiche fra Italia e RPC: un tempo dei giuristi" che ha toccato i vari settori delle scienze giuridiche nell'ambito degli scambi ormai quarantennali tra Italia e Cina e che si è avvalsa della voce autorevole dei nomi più prestigiosi del panorama forense e notarile italiano che hanno potuto confrontarsi con i loro colleghi cinesi, appositamente convenuti da Pechino e da Xiamen, a testimonianza della sempre crescente collaborazione tra i due Paesi, anche nel settore giuridico.

 

La giornata di studi è stata organizzata dall'Osservatorio sulla Codificazione e sulla Formazione del Giurista in Cina nel quadro del Sistema Giuridico Romanistica, in partnership con l'Università di Roma Tor Vergata e con Chinese University for Political Sciences and Law di Pechino. Per l'occasione si sono tenute tre tavole rotonde ospitate dalla facoltà di Giurisprudenza della Sapienza e dall'Accademia dei Lincei di Roma. L'evento è stato inoltre sostenuto dalla direzione generale per Asia e Oceania del Ministero degli Esteri e dal dipartimento Identità Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

 

La prima delle tre tavole rotonde si è concentrata sui termini della collaborazione tra notariato latino e notai cinesi, tra i quali è stata stabilita una collaborazione che vede i professionisti cinesi disponibili ad accogliere le modalità operative del modello latino. Inserendosi in modo organico nel sistema di una professione tanto importante per la certificazione degli atti di fede pubblica e per il riconoscimento reciproco degli atti stilati da notai di altri paesi, i notai cinesi contribuiscono all'approfondimento di questa collaborazione. L'altro ordine professionale fulcro del discorso di questa tavola rotonda d'apertura è stato quello degli avvocati. Nell'auspicio della realizzazione di una formazione unitaria e organica per le professioni forensi, il presidente del Consiglio nazionale forense, professor Guido Alpa, ha sottolineato di aver già avviato i contatti con l'omologa organizzazione degli avvocati cinesi. A memoria della radice storica di tale collaborazione, il professor Oliviero Diliberto ha ricordato che, in qualità di ministro della Giustizia, aveva personalmente provveduto già nel 1999 a dare inizio ai contatti ufficiali con il governo cinese attraverso il suo omologo a Pechino.

 

La seconda tavola rotonda ha avuto come oggetto di studio la ricerca scientifica in ambito accademico della formazione dei giuristi in Cina. In tale ottica, l'apporto dell'Osservatorio sulla Codificazione e sulla Formazione del Giurista in Cina, costituito nel 2008 e presieduto dal professor Sandro Schipani, è stato di fondamentale rilevanza soprattutto nell'ambito del diritto amministrativo, commerciale, internazionale e penale. Di particolare interesse la relazione presentata dal traduttore cinese dell'opera giuridica classica del Settecento "Dei diritti e delle pene" di Cesare Beccaria, il primo autore a esprimersi contro la pena di morte. Huang Feng, il traduttore, ha testimoniato come tale opera stia conoscendo una grande fortuna in Cina. Il pensiero giuridico contrario alla pena di morte sta trovando grande diffusione tra i giuristi cinesi, tanto che è in corso di approvazione a Pechino un provvedimento che riduce in modo significativo i reati per i quali è prevista questa pena.  "Ritengo che questo sia un grosso progresso nell'ambito del dialogo giuridico italo-cinese" ha dichiarato Schipani  ad AgiChina24.

 


La terza tavola rotonda, ospitata nel pomeriggio dall'Accademia dei Lincei di Roma, ha discusso della formazione dei giovani ricercatori e dello scambio significativo di giovani professionisti impegnati nella ricerca in campo giuridico tra i due Paesi. Si è inoltre osservato che la natura specifica del diritto romano si sta rivelando comune in alcuni sensi anche all'evoluzione del sistema giuridico cinese. Con uno sguardo costantemente attento ai sistemi stranieri, i cinesi stanno molto spesso scegliendo soluzioni proprie del sistema giuridico umanistico ritenendolo il più conforme allo spirito cinese. Il titolo dell'evento, "Un tempo dei giuristi", indica proprio che le innovazioni nella costruzione dell'ordinamento giuridico della Repubblica Popolare Cinese attinge alle comuni basi romanistiche concepite come un patrimonio comune dell'umanità. Ampio spazio è stato riservato inoltre a un settore di primario interesse per il legislatore cinese: quello dello studio del diritto amministrativo, in una fase di giuridicizzazione del potere in Cina che ha attirato l'attenzione verso tale branca del diritto del nostro Paese.  E ciò è stato possibile grazie sopratutto all'impegno del professor Giampaolo Rossi, dell'Università di Roma tre, artefice dell'attività di scambio e ricerca su questo fronte con l'Università della Cina di Scienze Politiche e Giurisprudenza.

 

 

"La Cina, con alcune delle sue recenti leggi, dà un contributo fattivo allo sviluppo dei principi di un diritto comune che sta crescendo fino a costituire una nuova realtà globale. La società globale ha bisogno del diritto e non può affidarsi esclusivamente alle leggi dell'economia di mercato perchè non esiste sviluppo armonico in una società senza un diritto che la guidi. Riguardo a questo abbiamo di fronte un grosso lavoro di crescita da fare insieme", ha osservato Sandro Schipani, che ha poi concluso: "L'Osservatorio sta programmando iniziative in collaborazione con il Consiglio nazionale forense, con il mondo universitario e quello del lavoro, volte all'approfondimento del dialogo – già aperto, ma tuttavia molto promettente per il futuro – tra sistema giuridico italiano e cinese. Ritengo importante che il dialogo Italia-Cina sia condotto usando le due lingue di mediazione italiana e cinese. Invito pertanto i giovani a dedicarsi parallelamente allo studio del diritto e a quello del mandarino".


di Melania Quattrociocchi
 

 

© Riproduzione riservata