RAI SULLE TRACCE DI MATTEO RICCI

RAI SULLE TRACCE DI MATTEO RICCI

Roma, 21 ott.- Un viaggio attraverso la Cina con una guida d'eccezione: Matteo Ricci. Il documentario prodotto dalla Rai in collaborazione con la regione Marche e il ministero degli Affari Esteri dal titolo "La Cina è vicina" apre una finestra "sulle storie di aziende e persone che proprio nel Regno di Mezzo hanno sviluppato attività incrociando i saperi e le competenze". Filo conduttore della narrazione è la storia e le tappe – in Italia e in Cina - di Ricci, il gesuita italiano che a cavallo del XVII secolo riuscì a evangelizzare i cinesi e a entrare alla corte imperiale dei Ming grazie alle sue conoscenze astronomiche, tecniche e di geometria euclidea, ma soprattutto grazie alla curiosità che egli manifestò nei confronti del popolo cinese, un interesse che lo portò ad assorbire elementi della tradizione e a instaurare un rapporto di scambio reciproco. L'influenza e il contributo di Ricci furono tali che alla sua morte nel 1610 l'imperatore Wanli gli riservò una sepoltura nel cimitero di Pechino conferendo al gesuita un primato che ha reso leggendaria la sua fama non solo tra gli italiani, ma anche tra gli stessi cinesi: Ricci fu il primo straniero non diplomatico a essere seppellito in Cina.

 


Oggi dopo 500 anni, l'esempio di Matteo Ricci è più vivo che mai e la sua eredità viene raccolta dai 'missionari dell'imprenditoria' del  XXI secolo. "Attraverso le voci dei personaggi contemporanei in Cina e in Italia che reinterpretano il messaggio e l'insegnamento del saggio d'occidente - spiega Duilio Giammaria, autore e regista del documentario -, "la Cina è vicina" è l'occasione per mettere a confronto idee e prospettive non solo sulla vicenda storica, ma anche del presente segnato da un rinnovato interesse tra i due Paesi" si legge nella scheda del documentario. Un messaggio che a sua volta Giammaria gira agli imprenditori italiani che tentano di conquistare il Dragone.
Dieci giorni di riprese in Italia, trenta in Cina e quaranta per il montaggio e la post produzione, questi i numeri del progetto reportage che sarà trasmesso in onda come Speciale del TG1. "Il nostro intento – ha spiegato Giammaria ad Agichina24 – è quello di rispondere a un quesito che già Ricci a sue tempo si era posto: qual è l'identità della Cina?" Un obbiettivo che ha permesso alla troupe di studiare da vicino il rapporto tra il tessuto aziendale italiano e il territorio cinese, i punti di forza e le numerose difficoltà che si trova a dover affrontare. È emerso così un quadro sconfortante: "il 70% delle aziende che tentano l'internazionalizzazione falliscono" dichiara Giammaria che aggiunge: "siamo di fronte a una realtà frammentaria che vive solo grazie a iniziative private. In genere alle missioni non segue un vero follow up e non vi è sostegno da parte delle autorità italiane con rare eccezioni le amministrazioni italiane si presentano divise e privilegiano la politica di annuncio al lavoro serio e continuativo che ieri, l'esempio è Matteo Ricci, come oggi, la Cina richiede".

 

 

di Sonia Montrella

 

 

 

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