PRODI: "SENZA CULTURA, NIENTE AFFARI"

PRODI: "SENZA CULTURA, NIENTE AFFARI"

Shanghai, 13 set. - Ad accompagnare la delegazione dell'Emilia-Romagna in visita all'Expo di Shanghai, anche Romano Prodi. Accompagnato dal figlio Giorgio, l'ex-presidente del Consiglio e della Commissione europea è stato impegnato in un fitto calendario di appuntamenti. Giornata particolarmente impegnativa quella di venerdì 10 settembre. Nella prima mattinata l'ex-presidente si è recato presso la prestigiosa università Fudan per la presentazione del progetto 'Mansi3-@mplissima', una banca dati digitalizzata con gli atti e le decisioni dei concili di tutte le Chiese cristiane di tutti i tempi realizzata dalla Fondazione per le Scienze religiose Giovanni XXIII di Bologna, per poi partecipare ad una tavola rotonda dal tema "China, Africa and the EU in the 21st Century" presso il campus shanghaiese della prestigiosa China Europe International Business School (Ceibs, prima business school della Cina e ottava nel mondo, presso cui Prodi ricopre la carica di "EU Chair of Sino-European Dialogue").

 

 

Nel pomeriggio, l'ex-presidente si è poi recato all'Expo, prima sul lato di Puxi per visitare il Padiglione Bologna e poi a Pudong, per quello italiano. L'arrivo nel Padiglione Italia è avvenuto mentre nell'auditorium al secondo piano era in corso la presentazione della prima traduzione in cinese mandarino del "De hominis dignitate" di Giovanni Pico della Mirandola, un testo considerato il manifesto dell'Umanesimo e del Rinascimento, tradotto grazie ad una fruttuosa cooperazione tra la Fondazione Giovanni XXIII l'Università di Pechino. Nel suo intervento alla Fudan, Prodi aveva dichiarato: "Quando si hanno rapporti fra due Paesi o tra due civiltà, come in questo caso, non possiamo limitarci ai rapporti di affari o ai rapporti politici. Occorre una profonda conoscenza culturale e ancor più la conoscenza dei fatti religiosi. La presentazione di questo documento (MANSI3@mplissima) è un contributo alla comprensione profonda. Con la Cina se non ci si comprende profondamente, anche dal punto di vista culturale, non si riescono nemmeno a fare gli affari di lungo periodo". A margine dello stesso evento, in un breve scambio di battute con i giornalisti, Prodi ha inoltre rilasciato qualche battuta su temi respiro più generale.

 

 

A quanti vedono nella Cina non un'opportunità ma una minaccia, Prodi risponde che "ognuno ha il diritto di mantenere le proprie opinioni, ma la realtà è che il mondo è cambiato e che chi non ne prende atto non capisce la storia" e, guardando all'Italia, l'ex-presidente ritiene "la provincialità – non soltanto nei confronti della Cina, ma più in generale, nei confronti di qualsiasi realtà esterna – come la più grande tragedia del Paese". Interrogato dalla stampa cinese (21st Century Herald) sul tema della sostenibilità, Prodi ha dichiarato: "Al punto in cui si è giunti, o lo sviluppo è sostenibile, o non è possibile parlare di sviluppo", e ha sottolineato la centralità della cooperazione nel processo di sviluppo. "Senza la cooperazione internazionale non ci sarà sviluppo sostenibile. In mancanza di un accordo internazionale – così come è accaduto a Copenaghen – nessun Paese accetterà di imbarcarsi sulla strada della sostenibilità, sopportando il fardello dei Paesi che non hanno compiuto la medesima scelta". Infine, Prodi si è espresso in termini positivi sul ruolo della Cina (che recentemente ha superato il Giappone ed è divenuta la seconda economia mondiale) sullo scacchiere internazionale. "Forza, crescita, grandezza e responsabilità vanno di pari passo – ha spiegato Prodi. È inutile chiedere alla Cina di assumersi maggiori responsabilità, poiché la Cina sa e saprà che parallelamente alla crescita sul piano internazionale, dovrà farsi carico di tali responsabilità. La Cina non sarà una fonte di disequilibrio, bensì di equilibrio per l'economia mondiale".


 

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