PRIMO ANNIVERSARIO OCCUPY, IN CENTINAIA MANIFESTANO

Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 29 set. - Nel primo anniversario dell'inizio del movimento di Occupy Central, centinaia di manifestanti pro-democratici sono tornati in centro a Hong Kong, nei luoghi della protesta durata 79 giorni. Ieri, i sostenitori del suffragio universale e della nomina popolare dei candidati alla carica di capo esecutivo dell'isola hanno di nuovo aperto gli ombrelli gialli simbolo della contestazione nel cuore finanziario e politico della città, tra Central e Admiralty, ma per il momento è escluso un ritorno alle manifestazioni di disobbedienza civile che lo scorso anno avevano paralizzato l'isola per oltre due mesi.

A escludere la possibilità è stato lo stesso Benny Tai, che un anno fa aveva dato il via ufficiale al movimento dopo una settimana di scioperi da parte degli studenti delle università e delle scuole superiori. "Non vedo nessun segnale di azioni di protesta" ha spiegato Tai ai microfoni dell'emittente radiofonica RHTK, anche se non ha escluso la possibilità di una ripresa del movimento il prossimo anno: il 2017 sarà il momento delle elezioni a Hong Kong, e si voterà ancora con il sistema in vigore dal 2012 dopo la bocciatura di giugno scorso della riforma elettorale proposta dall'Assemblea Nazionale del Popolo cinese che prevede il mantenimento di un comitato di 1200 membri che preseleziona i candidati alla massima carica politica della città semi-autonoma cinese.

L'anniversario delle contestazioni non è sfuggito neppure alla stampa cinese. Il tabloid Global Times pubblica oggi un articolo in cui sottolinea come "solo alcune centinaia di manifestanti" abbiano perso parte alle commemorazioni del primo anniversario dall'inizio ufficiale del movimento, un segnale di "declino dell'atmosfera di disobbedienza civile" che aveva animato le proteste di un anno fa. Anche se una ripresa del movimento studentesco è per ora da escludere, in molti temono le ingerenze crescenti di Pechino nella vita pubblica dell'isola e in particolare nelle università. A fare discutere, oggi, è la bocciatura della nomina di un docente della Hong Kong University alla carica di pro-rettore, perché amico di Benny Tai e di idee pro-democratiche. "Il risultato della votazione - scrive oggi il South China Morning Post - porrebbe causare la rabbia degli studenti che accusano il consiglio dell'università di avere preso una decisione politica".

 

29 SETTEMBRE 2015

 

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