Primato etico al sistema Italia

PAGINA A CURA DI
Andrea Curiat
È l'Italia il paese al mondo con il numero più alto di imprese provviste della certificazione etica Sa 8000. Lo rivelano i dati del Social accountability accreditation services (Saas), l'ente che presiede al rilascio delle certificazioni nel mondo.
Al 30 settembre 2010, i siti dotati di schema Sa 8000 sulla in Italia erano 799, pari al 34,29% delle 2.330 organizzazioni su scala globale. Il nostro paese precede l'India, ferma a 539 siti (il 23,13%), la Cina (339 siti, il 14,55%) e il Pakistan (133 siti, il 5,71 per cento. Le dimensioni medio-piccole delle imprese nostrane fanno scendere l'Italia al terzo posto della classifica per numero di lavoratori coinvolti dalla Sa 8000. Così, i dipendenti delle imprese italiane certificate sono 199.835, il 14,64% degli 1,36 milioni totali, contro i 351.211 dell'India (al primo posto con il 25,73%) e i 254.972 della Cina (al secondo posto con il 18,68%).
La crescita delle certificazioni Sa 8000 è proseguita ininterrottamente nel corso degli ultimi dodici anni, sin dalla sua introduzione nel 1998, sebbene sia andata rallentando progressivamente. La crisi ha accentuato questa tendenza: l'aumento dei siti certificati anno su anno è sceso infatti dal +36% del 2006 al +32% del 2007, per poi scivolare al +19% del 2008 e al +12% del 2009. Al terzo trimestre del 2010, la crescita è stata pari all'11 per cento.
«Molte Regioni e imprese italiane sono all'avanguardia a livello internazionale sul fronte delle certificazioni», commenta Eileen Kohl Kaufman, direttore esecutivo del Social accountability international (Sai), l'ente che ha ideato e pubblicato gli standard SA8000 (in precedenza noto con il nome di Cepaa). «Tra queste, vi sono anche Gucci e Coop, membri del Sai advisory board», aggiunge il direttore.
Coop Italia, infatti, è stata la prima azienda in Italia ad aderire agli standard etici della Sa 8000, dotandosi della certificazione già nel 1998. Nel tempo, Coop ha trasferito l'impegno ai propri fornitori, in particolar modo quelli dei prodotti a marchio Coop, che hanno accettato di sottoporsi a ispezioni periodiche da parte di certificatori esterni per accertare il reale rispetto delle condizioni minime della certificazione etica.
Anche il gruppo Gucci, con oltre 560 negozi e 11mila dipendenti, è uno dei pochi marchi del lusso in Italia ad aver ottenuto la certificazione SA8000 nel 2007 per pelletteria e gioielli, e nel 2009 per le calzature e il polo logistico, estendendola di conseguenza anche ai propri fornitori. Un impegno etico cui ha fatto seguito l'avvio di un percorso per ottenere anche la certificazione ambientale, sempre nell'ottica di responsabilità sociale d'impresa.
Tra gli altri marchi che in Italia si sono dotati della SA8000, compaiono Tata, Chiquita (le cui piantagioni in Colombia, Costa Rica e Panama sono state le prime attività a ottenere la certificazione in questi paesi), Dole (attraverso un lungo processo di collaborazione con Sai iniziato nel 1998 per adattare la Sa8000 al settore dell'agricoltura), Gap, Toys'R'Us.
«In generale – commenta ancora Kaufman – apprezziamo il progresso dimostrato dalle imprese nel comprendere l'importanza e l'utilità di un miglioramento costante dei diritti umani sul posto di lavoro, da cui derivano benefici per tutte le parti coinvolte».
Per quanto riguarda invece le prospettive per il futuro, la responsabile aggiunge: «Per Sai, tra i punti chiave del 2011 vi è l'impegno in due partnership tra pubblico e privato in India, l'una guidata dall'agenzia per lo sviluppo tedesca e l'altra dall'agenzia per lo sviluppo inglese». Lo scopo principale delle partnership consiste proprio nella formazione delle organizzazioni locali «sulla creazione di sistemi di gestione che rispettino gli standard lavorativi», aggiunge la responsabile. Non è un caso che l'India rappresenti al tempo stesso uno dei più grandi mercati del lavoro al mondo, e uno dei paesi in cui la certificazione Sa 8000 è più diffusa in assoluto.
«Più in generale, la pubblicazione del rapporto del Rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite in merito alla situazione dei diritti umani (il framework "Protect, Respect, Remedy", o "Proteggi, Rispetta", Rimedia"), e i ruoli che devono ricoprire le imprese e i governi in questo ambito, saranno uno dei focus globali di Sai nel prossimo futuro», conclude Kaufman.
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LA CLASSIFICA

34,29%
Italia
I siti certificati con la SA8000 in Italia sono 799, pari al 34,29% dei 2.330 su scala globale. Interessano 199.835 lavoratori (il 14,64% del totale).

23,13%
India
Con 539 siti per un totale molto elevato di lavoratori: 51.211 (il 25,73% del totale).

14,55%
Cina
Il 14,55% dei siti certificati con SA8000 al mondo si trova in Cina. Sono 339 strutture, che ospitano 254.972 lavoratori (il 18,68% del totale).

5,71%
Pakistan
È il quarto paese nella classifica per numero di siti (133) e il quinto per numero di lavoratori i cui diritti sono garantiti dalla Sa8000 (77.288, il 5,66% del totale).

31/01/2011