PRIMA VISITA IN CINA PER AUNG SAN SUU KYI

Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 10 giu. - La leader dell'opposizione del Myanmar, Aung San Suu Kyi, è atterrata oggi pomeriggio, ora locale, in Cina per la sua prima visita ufficiale, che si concluderà il 14 giugno prossimo e in cui incontrerà i vertici del Partito Comunista Cinese. Durante i quattro giorni di permanenza in Cina, la leader della Lega Nazionale per la Democrazia ha in programma incontri con il presidente cinese, Xi Jinping, e con il primo ministro Li Keqiang: un segnale che la Cina riconosce l'importanza della leader democratica birmana, secondo Joseph Cheng Yu-shek, direttore del dipartimento di Scienze Politiche della City University di Hong Kong ed esperto di elites politiche cinesi, anche se non c'è ancora un programma dettagliato della visita. L'arrivo della leader birmana "avrà certamente un impatto sulla politica estera cinese - dichiara Cheng ad Agichina - Le autorità cinesi manterranno i contatti sia con il governo attuale che con l'opposizione, e la visita di Aung San Suu Kyi rappresenta un segnale che la Cina è più sofisticata rispetto al passato".

Con l'invito ad Aung San Suu Kyi, Pechino punta a una relazione di lungo periodo con il Myanmar, come scrive sul quotidiano cinese Global Times, Bi Shihong, docente della Scuola di Studi Internazionali della Università dello Yunnan. "L'invito ad Aung San Suu Kyi del Partito Comunista Cinese - spiega l'accademico - significa che Pechino guarda a legami più forti con il Myanmar in una prospettiva di lungo periodo". L'apertura alla ex dissidente birmana, premio Nobel per la Pace nel 1991 e per venir anni in carcere fino alla liberazione nel 2010, non cambia invece l'atteggiamento nei confronti dei dissidenti interni. Proprio poco prima dell'arrivo di Aung San Suu Kyi, il governo cinese ha ribadito che l'arrivo della leader democratica birmana non comporterà una revisione della condanna a undici anni di carcere per un altro premio Nobel per la Pace, Liu Xiaobo, promotore della "Charta 08", il documento in cui i firmatari chiedono l'introduzione in Cina di libertà democratiche. "Non c'è alcuna ragione di modificare una sentenza pronunciata in base alla legge da organi giudiziari cinesi", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri, Hong Lei, nella giornata di oggi.

Sotto il profilo politico, la visita di Aung San Suu Kyi, servirà a stringere i legami con il partito delle leader democratica birmana, che gli osservatori internazionali ritengono abbia buone possibilità di vittoria alle prossime elezioni parlamentari. Il valore della visita sarà, però, più simbolico che pragmatico. "Non prevedo accordi significativi durante questa visita - continua ancora Cheng - Il fatto che Aung San Suu Kyi verrà ricevuta sia dal presidente cinese che dal premier è un segnale di stima nei suoi confronti. La Cina riconosce lo status, il prestigio e l'influenza di Aung San Suu Kyi e Aung San Suu Kyi è soddisfatta di essere riconosciuta come leader dai vertici un Paese che è un partner molto importante per il Myanmar".

 

10 giugno 2015

 

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