PREZZI ENERGIA ELETTRICA IN AUMENTO DA GIUGNO

Pechino, 31 mag.- Anche l'elettricità è vittima dell'inflazione: dal 1 giugno i prezzi delle utenze industriali subiranno un aumento del 3,5%, con un rincaro di 1,67 yuan (0,16 euro) per megawatt /ora. La manovra, che colpisce le imprese industriali, agricole e commerciali di 15 province cinesi, ma esenta i consumi dei residenti, è stata ordinata dalla Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme per contrastare la preoccupante carenza di energia elettrica del Paese. Secondo alcuni esperti, infatti, la Cina si trova di fronte ad una vera e propria "crisi dell'elettricità", causata dall'incapacità dei cinque maggiori produttori di energia di sopperire alla crescente domanda dei consumi. L'aumento del prezzo del carbone ha causato perdite di circa 10,57 miliardi di yuan (1,13 miliardi di euro) negli impianti di energia elettrica nel primo trimestre del 2011 sostiene il China Electricity Council (CEC), che però tende a contenere gli allarmismi, dichiarando che si tratta di una carenza energetica stagionale. Per Lin Boqiang, direttore del Centro per la ricerca sull'Energia ed Economia cinese, l'aumento dei prezzi gioverà alla aziende produttrici di energia elettrica, incentivate a recuperare le perdite ed aumentare la produzione.

 

Alcuni analisti temono, però, che la misura adottata dal governo non avrà un risultato effettivo se i prezzi del carbone continueranno a salire, anzi potrebbe causare un aumento delle importazioni delle materia prima che metterebbe ancora più in difficoltà i produttori di energia.

 

Intanto la carenza elettrica del Paese non era stata mai così grave dal 2004. Più di 20 province hanno subìto tagli ai consumi energetici per 18 milioni di kilowatt dagli inizi di maggio e si prevede un'ulteriore contrazione delle forniture elettriche in vista della stagione estiva. Ad esasperare il problema anche l'ondata di siccità che si è abbattuta quest'anno su molte regioni della Cina centrale, che hanno usufruito delle risorse idriche delle centrali destinate alla produzione di energia idroelettrica (questo articolo). Anche l'inefficienza della rete nazionale di trasporto di carbone non ha contribuito a rendere più omogenea la produzione di energia, che scarseggia nella Cina centrale e orientale, ma abbonda nelle regioni del nordest e nordovest. Obbiettivo del CEC è, infatti, anche quello di regolare il piano dei trasporti e la distribuzione nazionale del carbone.

 

Tuttavia, nonostante secondo le autorità l'aumento dei prezzi delle utenze per le industrie sia l'unico modo per ovviare alla 'fame elettrica' del Paese, secondo Xu Hongcai, economista presso il China Center for International Economic Exchanges, la pressione inflattiva colpirà soprattutto le piccole e medie imprese cinesi, costringendole a ridurre la produzione con il rischio di andare in bancarotta. "Il rincaro dei prezzi dell'elettricità, assieme a quello delle materie prime e dei costi di produzione avrà conseguenze assai pesanti per il settore imprenditoriale cinese". A tal proposito, Li Boqiang dichiara che è preferibile intervenire con un aumento dei prezzi piuttosto che con tagli ai consumi di elettricità.

 

L'inflazione nel settore energetico aumenterà dello 0,5%, anche se l'impatto potrebbe essere più grave con l'aumento della domanda, che in base alle previsioni del CEC dovrebbe crescere del 12-14% rispetto allo scorso anno. Un simile aumento dei prezzi non si verificava da novembre 2009 e con ogni probabilità sembra destinato a continuare.

 

di Giovanna Di Vincenzo

 

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