PREZZI CASE ANCORA PIU' ALTI A GENNAIO

PREZZI CASE ANCORA PIU' ALTI A GENNAIO

Pechino 18 feb.- Nonostante le misure adottate dal governo per raffreddare il settore immobiliare, in Cina il mattone si fa sempre più rovente. A gennaio i prezzi delle case in 68 delle 70 città principali hanno subito un nuovo incremento su base annua. Lo ha riferito l'Ufficio Nazionale di Statistica secondo cui in 10 città si sono addirittura registrati rincari a doppia cifra. A Pechino e a Shanghai il valore degli immobili è salito rispettivamente del 6,8% e dell'1,5% rispetto a un anno fa. Ma se si escludono i sussidi erogati dal governo per i nuovi alloggi, i prezzi nelle due città sono cresciuti del 9,1% e dell'1,8%. Su base mensile, invece, il ritmo di crescita del prezzo degli immobili della capitale si aggira attorno al +0,8%, mentre a Shanghai si attesta al +0.9%.

 

Nel frattempo, insieme al valore delle abitazioni, aumenta anche il rischio di uno scoppio di una bolla speculativa nel settore immobiliare. Negli ultimi sei anni infatti il valore delle case cinesi è cresciuto a un ritmo costante e il trend non sembra destinato a subire contraccolpi.  E se all'inizio il fenomeno aveva interessato perlopiù le province lungo la costa, pian piano l'effetto si è propagato anche nelle zone interne: secondo la società Real Capital Analytics Inc. di New York, nel 2010 il 34% delle compravendite di immobili a livello internazionale è avvenuta in Cina dove, contemporaneamente, in 70 principali città si assisteva a un rincaro del costo delle abitazioni di oltre un quinto. Ma a rendere il mercato incandescente ha contribuito in particolar modo il fiume di liquidità erogata dalle banche, gran parte della quale è confluita proprio nel real estate.

 

Quello dello scoppio della bolla speculativa rappresenta un pericolo che Pechino cerca di arginare da tempo attraverso l'introduzione di misure che mirano a scoraggiare gli investimenti nel mattone. A gennaio il Consiglio di Stato ha annunciato un nuovo giro di vite sull'immobiliare, che prevede un ulteriore aumento dell'anticipo da versare per l'acquisto della seconda casa, che sale così dal 50% al 60% del valore dell'immobile, mentre per la prima abitazione bisogna anticipare almeno il 30% del valore totale (questo articolo).  A ciò si è aggiunto il divieto di comprare una terza casa per i residenti delle città che hanno registrato i maggiori rincari, mentre i non residenti potranno limitarsi all'acquisto di un solo appartamento. Mani legate anche per gli istituti di credito, cui è vietato concedere prestiti per l'acquisto di terze case. Intanto, a Chongqing e a Shanghai il governo ha avviato un progetto pilota riguardante la tassa sulla proprietà, il cui scopo è quello di scoraggiare le speculazioni nel settore immobiliare più che quello di contribuire ad abbassare i prezzi (questo articolo). In particolare, a Shanghai l'imposta sulla seconda casa sarà pari allo 0.6% del valore dell'immobile, mentre a Chongqing tutti gli acquirenti di un immobile con valore superiore alla media del mercato dovranno versare un'aliquota tra lo 0.5% e l'1% . A confermare ancora una volta il fatto che il problema dei prezzi delle case rappresenta ormai una delle maggiori preoccupazioni di Pechino è stato il premier Wen Jiabao, che all'inizio di febbraio, in occasione del discorso di fine anno, ha  ribadito l'impegno del governo a garantire ai cittadini abitazioni a prezzi più ragionevoli. Una promessa fatta già a dicembre, quando sempre Wen rese nota l'intenzione di Pechino di costruire oltre 10 milioni di case a prezzi popolari nel 2011, contro i 5,8 milioni del 2010 (questo articolo).

 

di Sonia Montrella

 

©Riproduzione riservata