PRENDE IL VOLO IL CACCIA J-20

PRENDE IL VOLO  IL CACCIA J-20

Roma, 12 gen.- La sfida 'invisibile' di Pechino a Washington viaggia sullo 'Stealth': a una settimana circa dal test di rullaggio, il caccia J-20 ha superato anche la sfida in volo.  E in 15 minuti– questa la durata della prova – la Cina diventa il secondo Paese al mondo, dopo gli Stati Uniti, a essere dotato di aerei invisibili ai radar.
A dare la notizia del superamento dell'esame dell'ultima creatura militare cinese è stato Robert Gates, al termine di un incontro a Pechino con il presidente cinese, Hu Jintao. "Il test (del J-20) era stato pianificato da tempo e non ha niente a che vedere con la mia visita", ha spiegato Gates.
Sul sito del quotidiano cinese Global Times sono state pubblicate le immagini del velivolo con il titolo: "Primo volo del J-20 riuscito con successo". La Cina prevede che aerei con tecnologia stealth possano essere operativi tra il 2017 e il 2019.

 


Il J-20, assicurano gli analisti militari, è in grado di compiere lunghe missioni grazie alla possibilità di effettuare rifornimento a mezz'aria, di lanciare di missili cruise a lungo raggio e di trasportare carichi di armi pesanti. Caratteristiche che lo rendono l'unico caccia invisibile in grado, potenzialmente, di tener testa all'F-22 Raptor Usa - già in servizio - e all'omologo russo, il Sukhoi T-50 - ancora in fase di sviluppo - ai quali i progettisti sembrano essersi ispirati. Le immagini diffuse sul web mostrano che il J-20 ha adottato il sistema di stabilizzatori mobili proprio del T-50 russo, mentre la forma è molto simile a quella dell'F-22 statunitense. Ultimo 'prestito': il profilo alare delta canard ripreso dal 'cugino' cinese J-10. "Sul caccia sarà inoltre montato un motore modificato WS10 completamente Made in China" ha aggiunto Andrei Chang, caporedattore del periodico canadese Kanwa Asian Defence Monthly.


La notizia del prototipo, ha sorpreso gli analisti militari occidentali sicuri di dover attendere ancora a lungo prima di assistere alla novità. Lo stesso Gates tempo fa aveva dichiarato che la Cina "non sarebbe riuscita a dotarsi di caccia invisibile di quinta generazione prima del 2020". L'annuncio della Cina non sembra però preoccupare gli Stati Uniti che non vedono il caccia come una reale minaccia per l'aviazione militare statunitense .  "Il J-20 – aveva dichiarato dopo i test di rullaggio Cheung Tai-ming, professore presso la School of International Relations and Pacific Studies dell'Università della California - non rappresenta un pericolo a breve termine per le forze aeree americane che senza troppe difficoltà darebbe inizio a una massiccia produzione di F-35". Cacciabombardiere invisibile americano, quest'ultimo, che dovrebbe entrare in servizio entro l'anno, ma che ha già attirato l'attenzione di molti Paesi pronti a sostituirlo agli aerei da combattimento delle proprie aereonautiche. Ma se gli Usa sembrano poter dormire sonni tranquilli, Taiwan non può fare lo stesso: "Lo steath cinese mina seriamente il vantaggio tecnologico delle forze aeree taiwanesi" spiega Alexander Huang dell'Università Tamkang di Taipei. Con una flotta aerea composta in gran parte dall'ormai datato F-16 statunitense e dal jet Mirage francese l'isola indipendente che Pechino mira a riconquistare è in serio pericolo.

 


Sebbene bisognerà attendere ancora affinché la Cina dia inizio a una produzione di massa dei J-20, quello del prototipo rappresenta, secondo molti analisti, un chiaro segnale dei passi avanti che il Dragone sta compiendo nel settore dell'aviazione militare. Un obiettivo raggiunto all'inizio del 2011, ma che da tempo - sostiene Antony Wong Dong, presidente dell'Associazione militare internazionale di Macao - è in cima alle priorità di Pechino. "Il caccia invisibile fu presentato come il progetto militare chiave del 10° piano quinquennale (2001-2005) e fu portato avanti in seguito alle due crisi del 1999 prodotte, la prima, dal bombardamento dell'ambasciata cinese in Yugoslavia da parte dell'Air Force statunitense e la seconda dalla "teoria dei due Stati", favore dell'indipendenza di Taiwan dalla Cina continentale, elaborata da Lee Teng-hui, allora presidente di Taiwan". Sono questi due eventi, spiega Antony Wong Dong, ad aver messo in allerta il Dragone e ad aver permesso al progetto di 'prendere il volo'.

 

 

di Sonia Montrella

 


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