PMI IN CALO A MAGGIO, MINIMI LIVELLI DA 9 MESI

PMI IN CALO A MAGGIO,  MINIMI LIVELLI DA 9 MESI

Pechino, 1 giu.- Il mese di maggio ha visto calare ancora il Purchasing Manager Index, 'barometro' del settore manifatturiero cinese. Lo aveva già anticipato qualche giorno fa il colosso bancario HSBC che aveva parlato di un calo a 51,1 punti rispetto ai 51,8 di aprile (questo articolo). Mercoledì la conferma è arrivata anche dalle statistiche ufficiali della China Federation of Logistics and Purchasing (CFLP) condotte su un campione di 820 società appartenenti a 28 settori indifferenti. Secondo la CFLP l'indicatore PMI è passato dai 52,9 punti di aprile ai 52 punti di maggio segnando così il livello più basso mai registrato negli ultimi 9 mesi.

 

Ma sebbene l'attività manifatturiera sia in frenata, il mercato è da considerare ancora in espansione. Il PMI è uno degli indicatori più precisi dello stato di salute dell'industria: si tratta di un indice basato su diversi fattori (tra cui nuovi ordini, produzione, consegne, etc.) che denota una crescita del manifatturiero quando si attesta oltre i 50 punti e al di sotto di tale soglia segnala invece un mercato in contrazione.

 

"Il calo del PMI di maggio evidenzia un potenziale rallentamento della crescita economica della Cina" commenta Zhang Liqun, ricercatore legato agli ambienti governativi. "I prezzi input hanno visto un declino significativo che indica un possibile cambiamento delle aspettative inflazionistiche" ha continuato Zhang.

 

Il manifatturiero cinese, pur continuando a crescere, sta risentendo delle misure varate dal governo per evitare il surriscaldamento dell'economia e frenare l'inflazione.  Il Dragone è impegnato da mesi in una battaglia contro aumenti sempre più consistenti del costo della vita. I dati ufficiali mostrano che ad aprile l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto del 5,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, un leggero calo rispetto al +5,4% di marzo (il livello più alto in 32 mesi), ma pur sempre oltre il livello di guardia, che il governo ha fissato al 4% per il 2011. 

 

Il governo, che teme che l'inflazione possa aggravare il malcontento sociale e scatenare disordini, ha adottato diverse misure restrittive, come i quattro aumenti dei tassi d'interesse applicati dall'ottobre scorso ad oggi e i ben cinque incrementi delle riserve obbligatorie delle banche decisi da gennaio a maggio, al ritmo di uno al mese. 

 

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