Piquadro alza il tiro sul retail di Pechino

MILANO
Tre nuovi negozi in gestione diretta e una rete di dieci shops in franchising per un investimento che ammonta a 1 milione di euro. Sono questi i progetti che rafforzeranno nel 2011 la presenza di Piquadro in Cina. L'azienda è leader nel campo della pelletteria e degli accessori, con quartier generale nel Bolognese, a Silla di Gaggio Montano e ha da poco esteso il proprio range di proposte alla moda maschile.
«Abbiamo deciso di accelerare la nostra espansione in Cina, paese in cui abbiano già 19 negozi a gestione diretta, ma ora optiamo per la formula del franchising che ci permette di avvalerci delle competenze di tre distributori locali con cui abbiamo firmato delle intese contenendo i costi» spiega Marco Palmieri, presidente e amministratore delegato dell'azienda da lui fondata nel 1987. «La Repubblica popolare sarà il mercato di riferimento dei prossimi anni – continua Palmieri – per questo vogliamo essere più presenti sul territorio e vicini ai consumatori».
La speranza, infatti, è che i consumi interni cinesi che finora non si sono rivelati molto vivaci si rivitalizzino grazie anche alle aperture di Pechino sull'apprezzamento dello yuan rispetto al dollaro. «Nel Paese ci sono molti potenziali big spenders per questo abbiamo deciso di aprire le nuove attività in centri meno grandi come a Lingbao e nella provincia dello Jangsu», aggiunge Palmieri. Del resto Piquadro ha dato inizio al business cominciando a produrre proprio in Cina. «La nostra fabbrica si trova a circa due ore da Hong Kong e impiega 400 operai, il cui primo nucleo è stato addestrato circa dieci anni fa da maestri pellettieri italiani che abbiamo fatto trasferire nel paese. Paghiamo stipendi superiori del 30-40% rispetto alla media cinese e ci accolliamo anche tutti i costi sociali proprio perché vogliamo limitare il turn over e aumentare la specializzazione dei nostri lavoratori». Previsioni di crescita? «Buone se dobbiamo considerare la prova del nove delle vendite natalizie, diciamo che l'ultima parte dell'anno è in linea con il fatturato semestrale riferito al 30 settembre pari a 27,12 milioni di euro con un +17,8% rispetto allo stesso periodo 2009».
E per il 2011 Palmieri punta a espandersi nei mercati esteri in particolare Asia e paesi dell'est europeo. Quali sono le proposte che farete al prossimo Pitti Uomo? (si veda altro articolo a pag. 22 Ndr) «Il core business resta il mondo degli accessori, ma ora puntiamo sullo sviluppo dei capispalla e della linea maschile, in particolare abbiamo introdotti nuovi tipi di tessuti, che accanto all'anima tecnologica mantengono il valore della qualità italiana, per esempio abbiamo messo a punto capi di panno impermeabile e termo filati che tengono calde specifiche zone del corpo, come il collo e le spalle».
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11/01/2011