PICCOLE E MEDIE IMPRESE CINESI IN CRISI

Pechino, 30 dic. - Le piccole e medie imprese cinesi stannoaffrontando una crisi economica e creditizia allarmante che,secondo una stima, ha portato alla soglia del fallimento almenoil 20% delle imprese dall?inizio della crisi finanziariamondiale. Ufficialmente, i numeri sono relativamente bassi: ilMinistero dell?industria e dell?informatizzazione Li Yizhongaveva infatti dichiarato a marzo che nel 2008 le PMI che eranoandate in bancarotta ammontavano al 7,5%. Un rapportodell?Accademia di scienze sociali, tuttavia, afferma che il 20%delle imprese � fallito e che un altro 20% si � trovato allasoglia della fallimento tra ottobre 2008 e marzo 2009. Sequest?ultimo 20% non � fallite, sostiene l?economista ChenNaixing, � stato grazie alla ripresa, anche se molte ditte, inparticolare le pi� piccole, sono state finanziariamentesovraccaricate dagli ordini falliti sia in Cina che all?estero.L?impatto della crisi sulle PMI � stato inoltre aggravato dalmassiccio flusso di credito rilasciato dalle banche cinesi. YinZhongqing, a capo del Comitato per gli affari economici efinanziari dell?Assemblea Nazionale del Popolo (ANP),all?inizio di dicembre ha dichiarato che il 30% delle PMIconsidera le difficolt� finanziarie la barriera pi� grande allosviluppo. Tre quarti delle imprese medie e piccole dello Henane l?80% di quelle della provincia del Jiangsu, inoltre, hannoaffrontato problemi finanziari, � quanto risulta da un rapportodel Comitato stilato dopo una ricerca in cinque province e duemunicipalit� a ottobre. La crisi sembra essersi dissolta afronte della politica monetaria ?relativamente rilassata?introdotta dal governo per combattere la crisi ma, nonostantequesto, il boom del credito bancario ha pesato sulle impresepi� grandi e su quelle sotto il controllo statale, e la quotadelle ditte minori si � ristretta malgrado la loro maggiorevulnerabilit� durante la crisi. Secondo la People?s Bank ofChina, i nuovi prestiti concessi alle piccole e medie impresenei primi nove mesi del 2009 ammontano in totale oltre 314miliardi di euro, cio� al 45% dei corporate loans contro il51,9% del 2008. Per la Federazione nazionale dell?industria edel commercio, il restringimento della quota delle PMI � dovutaa un approccio pi� selettivo che ha riversato la maggior partedei prestiti nelle casse delle medie imprese. In Cina il 99%delle ditte registrate � costituito da piccole e medie impreseche, conti alla mano, superano i 10 milioni di unit�: traqueste meno dell?1% � costituito da medie imprese ma ci�nonostante le piccole imprese hanno ottenuto solo il 40% deiprestiti. La denominazione di piccola impresa in Cina � fissatasulla base degli standard dell?Istituto nazionale di statisticache stabilisce che le ditte con un reddito annuo inferiore acirca 30 milioni sono da considerarsi PMI, tra cui quelle conreddito annuo inferiore ai 3 milioni sono considerate piccoleimprese. Quest?ultime, stando a quanto riportato dal ministroLi Yizhong all?ANP, nei primi tre quadrimestri di quest?anno,hanno costituito meno del 22,4% del totale dei corporate loans.Chen Naixing ha aggiunto di non sapere nello specifico a quantoammonta il credito andato alle PMI ma ?� impossibile che iprestiti alle piccole imprese abbiano costituito pi� del 10%dei prestiti elargiti?. Nonostante questo, stando sempre a unrapporto stilato dall?Assemblea Nazionale del Popolo, le PMI, ein particolare le piccole, seppur private di capitale hannocontribuito al PIL per il 60%, alle entrate fiscali per il 50%e all?occupazione nelle aree urbane per l?80%. ?Meno del 20%delle piccole imprese ha accesso a prestiti bancari?, harivelato Yin Zhongqing, ?ed � completamente illogico dato illoro contributo all?economia e alla loro pressante necessit� difondi.? Un funzionario del ministero dell?industria edell?informatizzazione ha inoltre sottolineato come i prestitialle PMI siano considerati poco convenienti dalle banche. ?Ilgoverno dovrebbe incoraggiare le autorit� locali asovvenzionare e a esentare dalle tasse quegli istituti chehanno concesso di pi� alle piccole imprese?. E? questa laproposta di Wu Xiaoling, ex vice governatore della bancacentrale, avanzata sul forum del sito della Xinhua nei giorniscorsi. A spaventare le piccole imprese inoltre � il tassoesageratamente alto per i crediti non performing (al 4, 05%). Igoverni centrale e locali dovrebbero lavorare insieme allecompagnie per fondare e mettere in piedi delle istituzioni chepossano fare da garanti ed espandere la portata dei pagamenti abreve termine e delle obbligazioni emesse dalle imprese. Questa� la soluzione proposta ad agosto dal Consiglio di stato chesuggeriva, inoltre, di accelerare la creazione di un ?fondo disviluppo? per guidare i fondi privati a supportare la crescitadelle piccole e medie imprese. 15