Petrochina fa shopping ad Astana

La crisi economica non ferma lo shopping di materie prime dei cinesi. Il presidente di Petrochina, Jiang Jiemin, ha dichiarato alla Bloomberg che è pronto a pagare 1,4 miliardi di dollari per il 50% della compagnia kazakha Mangistaumunaigas, che si stima abbia riserve petrolifere per 6 miliardi di barili di petrolio.
Il via libera all'acquisto è già stato garantito dal Governo di Astana: rientra negli accordi firmati giovedì a Pechino dai presidenti dei due Paesi, Hu Jintao e Nursultan Nazarbayev, attraverso i quali la Cina ha garantito al Kazakhstan un prestito di 10 miliardi di dollari. Metà della somma verrà versata dalla cinese EximBank alla Development Bank of Kazakhstan, l'altra metà sarà un prestito della Cnpc (società che controlla Petrochina) alla KazMunaiGaz, compagnia kazakha già socia di Eni e altre major nei giacimenti di Kashagan e Karachaganak. Con Petrochina la partnership sarà ben più stretta: di Mangiastaumunaigas avranno entrambi il 50% e la società – assicura Jiang – «verrà guidata congiuntamente». Astana inoltre ha anticipato che userà parte dei finanziamenti per costruire un gasdotto che attraverserà la parte occidentale del Kazakhstan, per poi eventualmente congiungersi con le pipeline verso la Cina.
S.Bel.

18/04/2009