PER L'OVEST UN ASSEGNO DA 70 MILIARDI DI EURO

Roma, 7 lug.- Pechino riverserà 70 miliardi di euro nell'ovest. Nonostante la Cina stia attraversando un situazione economica "estremamente complessa" – sono queste le parole di Wen Jiabao – il governo ha varato un  nuovo piano di sviluppo destinato, ancora una volta, alle regioni sottosviluppate dell'Ovest che occupano il primo posto nella scala delle priorità. Il progetto, che assicura la Commissione per le riforme e lo sviluppo nazionale vedrà la luce prima della fine dell'anno, prevede la realizzazione di 23 progetti di infrastrutture del valore complessivo di 682,2 miliardi di yuan (circa 68 miliardi di euro) tra cui autostrade, strade, aeroporti, miniere di carbone, centrali nucleari ed elettriche. A ciò si aggiungono  inoltre nuova tasse sul petrolio e sul gas naturale che verranno applicate sulla base dei prezzi di mercato e non sulla quantità prodotta e agevolazioni per le aziende straniere situate nelle aree più disagiate, che potranno godere di un'esenzione dalle tasse per il primo e il secondo anno e una riduzione del 50% per i successivi tre anni. Lo scopo è naturalmente quello di espandere e promuovere la domanda interna. Ed è solo l'ultimo degli investimenti che il governo ha indirizzato verso ovest. La "Go west policy"-  politica di sviluppo delle zone occidentali, prime fra tutte la Mongolia interna, lo Xinjiang, il Tibet, lo Yunnan e il Sichuan - è stata introdotta più di venti anni fa e dal 2000 al 2009 sono stati realizzati oltre 120 progetti dal valore complessivo di 220 miliardi di euro, ma la prossima decade sarà quella decisiva. Ad assicurarlo è Hu Jintao che afferma che "a dispetto del progresso che sta investendo il Paese, le aree occidentali sono ancora molto arretrate. Nei prossimi dieci anni proprio in queste zone, ricche di risorse energetiche, saranno concentrate industrie di importanza strategica". Al presidente fa eco anche Wen Jiabao il quale assicura che molto sarà fatto per migliorare le condizioni di vita degli abitanti di quelle regioni, garantendo loro sevizi pubblici efficienti, un adeguato livello di istruzione e assistenza sanitaria. A questo proposito, martedì il governo aveva fatto reso nota la decisione di inviare computer in queste zone rurali allo scopo di colmare e lacune informatiche dei più giovani. Un iniziativa già promossa lo scorso anno quando 12 provincie occidentali si videro arrivare più di 53mila computer.


 

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