Per il professor Prodi una cattedra a Shanghai

Paolo Madron
SHANGHAI. Dal nostro inviato
Di cosa tratterà Romano Prodi, fresco di cattedra al Ceibs, la Business School di Shanghai, la più importante dell'Asia, nonché, secondo l'autorevole classifica elaborata ogni anno dal Financial Times, l'ottava al mondo? «La materia la stiamo definendo», ha detto l'ex presidente del Consiglio «ma certo parlerò di rapporti tra Europa e Cina in chiave politica».
Mentre Prodi pronunciava queste parole, Pedro Nueno, il presidente esecutivo della scuola, era indaffarato a farsi intervistare per dire quanto fosse contento per lui e l'istituto che rappresenta di «aver raggiunto l'accordo con l'amico Romano, che a partire da marzo terrà lezioni sia agli studenti del Mba sia a quelli dell'Emba, ovvero le quattro supersettimane di corso dedicate ai top manager dell'industria cinese.
«Vengo in Cina da quasi 30 anni», aggiunge Prodi «prima come presidente dell'Iri, poi come primo ministro e poi ancora come presidente della Commissione europea. In questi anni ho visto un paese che ha cominciato a correre, prima lentamente poi in modo frenetico. Sono contento di tornare a Shanghai, l'emblema di quella parte costiera del paese che si è mossa di più». «Romano è il politico di più alto grado che sia venuto a insegnare da noi - gli fa eco Nueno - ed è una persona che è sempre stata molto vicina al Ceibs. Quest'anno che abbiamo celebrato i 15 anni dalla fondazione, il primo messaggio di affettuose congratulazioni è stato il suo».
Prodi è anche il politico più conosciuto dai cinesi. Due volte la settimana un suo commento sui fatti economici più rilevanti, registrato in Italia e tradotto in cinese, va in onda sul prime time di CCTV2, uno dei canali di attualità politica ed economica più conosciuti. Ed è il solo commentatore straniero cui è concesso di apparire.
Del resto, l'amicizia con i vertici della nomenclatura è tale che, nelle sue visite a Pechino, viene personalmente invitato a cena da Hu Jintao e Wen Jabao. «Ai manager che verranno ad assistere alle mie lezioni - spiega Prodi - dirò che nella sua strategia la Cina non può fare a meno dell'Italia. La recente operazione sulla Ima (l'azienda bolognese di macchinari farmaceutici nella quale è appena entrato il fondo italo-cinese Mandarin, ndr) dimostra quanto abbiano bisogno di qualità e tecnologia avanzata».
Alberto Forchielli, il partner del fondo Mandarin che è anche nell'advisory committee del Ceibs, ha tessuto i contatti tra l'ex primo ministro e la scuola.
L'assegnazione della cattedra precede di pochi giorni l'arrivo di Giulio Tremonti a Pechino, dove è stata invitato a raccontare la sua teoria della globalizzazione, per altro poco tenera verso la Cina, agli allievi della Scuola del Partito comunista. E Prodi non si lascia sfuggire la battuta. «Non per dire - commenta sornione - ma io a quella scuola ho già parlato più di un anno fa. E non solo, sono già stato a parlare anche alla National School of Administration», che è una specie di Ena francese che sforna i quadri della burocrazia che poi vanno a occupare posizioni di rilievo nel governo centrale e nelle municipalità.
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03/11/2009